la banda
E. Kolinin, 2007. Quando c’è una storia da raccontare – magari una storia semplice e intelligente – e gli attori sono bravi il film è irresistibile. Non si può perdere.
la donna che visse due volte
Kim Novak, nella luce verde dell’insegna dell’hotel in cui vive, è un’icona.
c’era una volta in america
tra la nostalgia dell’estate e il gelo dell’inverno
2004, leif gw persson
la svezia fredda e organizzata, cui ci hanno abituato i luoghi comuni, ha un’anima “italiana”: poliziotti che si arrangiano, intrallazzi, una società molto presente e poliziotti onesti che resistono. Tutto il mondo è paese? Non solo un giallo. Da leggere.
dello stesso autore
le vie dei canti
Se fosse adottato a scuola, i ragazzini sarebbero colpiti dal fatto che in australia gli aborigeni “possiedono” le terre perchè i loro avi le hanno cantate e i vicini sono responsabili ognuno delle terre degli altri. Che senso ha farsi la guerra?
in patagonia
In cima, ex aequo, con “Linea d’ombra”, a insindacabile giudizio del merlo canterino. Scoprire, a ogni tappa, che quella terra lontana, ventosa, con le case che hanno i tetti in lamiera ospita italiani, inglesi – con i loro mobili, le loro vetrine, il loro tea - tedeschi, persiani…lascia attoniti. Un viaggio in cui incontriamo Butch Cassidy! Anche la scrittura, confrontata a quella de “Le vie dei canti”, è stringata, essenziale, rarefatta come i paesaggi che Chatwin incontra. Un libro dell’anima.
juno
J. Reitman, 2007. Anche se molti strumentalizzeranno la scelta di Juno, il film è divertente, intelligente e cinicamente incorrect. Non si dovrebbe perdere.
my blueberry nights
Jude Law e Norah Jones si intravedono dietro i vetri colorati di New Jork. Un viaggio doloroso per dimenticare un distacco e un ritorno dolce per ricominciare. Non è struggente come “In the mood for love” ma la mano di Won Kar-wai si vede. Non si dovrebbe perdere.
non pensarci
2008. G. Zanasi. Mastandrea è grande! ma sono bravi tutti in questo film e niente soffia sul nostro senso di identità come un film italiano “fatto bene”. Non si dovrebbe perdere.
la zona
Vivere dietro un muro per non entrare in contatto con quelli che vivono nelle favelas di Città del Messico e quando qualcuno viola quella segregazione dorata e surreale la zona tira fuori la sua violenza e rivendica, in maniera insensata e primordiale, il proprio diritto a farsi giustizia. Due momenti drammatici fanno pensare al bellissimo film di l. cavani “I cannibali“, 1969. Non si può perdere.





