duel
1971, Steven Spielberg
da un racconto di Richard Matheson (I am a legend), che ha partecipato alla sceneggiatura. La tesi di laurea di Steven Spielberg è un capolavoro assoluto.
il mahābhārata
1989, peter brook, jean claude carrière
Santanu, re di Hastinapura sposa una bellissima fanciulla che pone come condizione la sua assoluta libertà. La sposa, partorito il primo figlio, lo annegò nel fiume e così fece con tutti gli altri neonati, senza che Santanu, sconvolto e stupefatto, potesse parlarle. Inizia così il Mahābhārata, poema epico indiano del 5000 a. c. , nella riduzione raccontata da R.K. Narayan. La lotta tra i cugini Pandava e Kaurava si snoda tra vicende magiche e metafore incantate. Peter Brook ha fatto un film nel 1989 con un indimenticabile Vittorio Mezzogiorno, l’arciere Arjuna.
il sangue versato
2007, Asa Larsson
Un altro giallo svedese anomalo che si snoda tra boschi e piccoli centri. Rebecka Martinsson, un giovane avvocato, con un passato che l’ha resa sensibile e vulnerabile. Un pastore femminista, Mildred Nilsson, in lotta contro gli uomini del paese e la chiesa e un’ispettrice di polizia Anna-Maria Mellae alle prese con una famiglia numerosa. E c’è anche un adolescente disabile. Un bellissimo romanzo e non solo un giallo.
la parola ai giurati
1957, Sidney Lumet
L’intelligenza, la calma, la capacità di un’argomentazione rigorosa contro l’arroganza. Sidney Lumet, con la complicità di un grande, carismatico Henry Fonda mette in scena una rappresentazione epica della tolleranza contro i pregiudizi. Henry Fonda, come un pifferaio magico, si porta dietro, piano, piano gli altri giurati. Da rivedere e rivedre e rivedere…e perché non adottarlo nelle scuole per l’ora di Educazione al rigore e alla tolleranza?
onora il padre e la madre
2007, Sidney Lumet.
Due grandi attori e una storia che poteva essere avvincente. Eppure è un film che non raggiunge la soglia dell’interesse: sfilacciato, esagerato e con il facile schema del conflitto infantile padre/figlio a spiegare tutto. Non basta chiamarsi Sidney Lumet e aver diretto “La parola ai giurati”.
il cacciatore di aquiloni
2007, Marc Forster.
Film e compitini. Non è che un bel romanzo deve diventare per forza un bel film.
caos calmo
2008, Antonello Grimaldi
La panchina attorno a cui ruota il film è un protagonista davvero singolare. Il film, comunque, è Nanni Moretti: sempre più bravo, più convincente, più profondo, più ironico, più espressivo. Un altro al posto di Moretti…
no country for old men
I fratelli Coen hanno la straordinaria abilità di trovare sempre le facce da cinema (Steve Buscemi…). Ma qui, Javier Bardem supera qualunque prova: è liricamente spietato, uccide in nome della sua insindacabile morale .










