84, charing cross road
He wishes for the cloths of heaven
Had I the heavens’ embroidered cloths, Enwrought with golden and silver light, The blue and the dim and the dark cloths Of night and light and the half-light, I would spread the cloths under your feet: But I, being poor, have only my dreams; I have spread my dreams under your feet; Tread softly, because you tread on my dreams.
Un capolavoro, piccolo, assoluto. L'ironia e la gentile aggressività di
Helene Hanff-Anne Bancroft e la riservatezza aristocratica di Sir Anthony Hopkins-Frank Doel:
i loro dialoghi volano leggeri da New York a Londra e si posano sugli scaffali
della libreria.
1987, d.h. jones
84, charing cross road
1970, helene hanff
Uno scambio di lettere per ordinare libri, da New York a un’antica libreria di Londra, tra una estroversa scrittrice americana e un severo libraio inglese.
“…nessun Keats o Shelley, mi mandi dei poeti che sappiano amoreggiare senza cadere nel sentimentalismo, Wyatt o Jonson o chiunque altro, faccia a gusto suo. Mi basta un libriccino piacevole, preferibilmente abbastanza piccolo da ficcarlo nella tasca dei pantaloni e portarselo al Central Park”.
Helene Hanff e Frank Doel sullo schermo hanno i volti carismatici di Anne Bancroft e Sir Anthony Hopkins.
c’è un sito che racconta la storia di questa la libreria
gödel escher e bach: un’eterna ghirlanda brillante
1979, douglas hofstadter
E la peculiarità inconfondibile del lavoro in Intelligenza Artificiale dipende dal fatto che si cerca di stabilire in rigidi formalismi lunghi insiemi di regole che dicano a macchine non flessibili come essere flessibili. Ma quali tipi di “regole” sarebbero eventualmente in grado di catturare tutto ciò che noi consideriamo comportamento intelligente? Debbono certo esserci regole ai più diversi livelli. Debbono esserci molte regole “veramente semplici”. Debbono esserci “metaregole” per modificare le regole veramente semplici; e poi “metametaregole” per modificare le metaregole e così via. La flessibilità dell’intelligenza deriva dal grandissimo numero di regole e di livelli di regole differenti (pag. 28).
La magia e la genialità di questo libro sta nell’aver messo insieme logica, illustrazione, musica e si può leggere nel sottotitolo: Una fuga metaforica su menti e macchine nello spirito di Lewis Carrol.
fahrenheit 451
1966, francois truffaut
“Stammi a sentire Montag: a tutti noi una volta nella carriera viene la curiosità di sapere cosa c’è in questi libri; ci viene come una specie di smania, vero? Beh, dai retta a me Montag, non c’è niente lì, i libri non hanno niente da dire! (Il capitano dei vigili del fuoco al milite Montag).
Un film cupo, angosciante, dove i lettori vivono in clandestinità per nascondersi dai vigili del fuoco che, invece di spegnere il fuoco, lo usano per bruciare tutti i libri. Gli uomini, di nascosto, li imparano a memoria per trasmetterli alle generazioni future. Da un romanzo di Ray Bradbury, un film che si stenta a credere sia stato diretto dalla stessa mano che ha diretto Jules e Jim, I 400 colpi, L’ultimo metro.
l’enigma dei numeri primi
2004, Marcus du Sautoy
I numeri primi sono divisibili per se stessi e per 1. Questa semplice, categorica affermazione ci lancia in un mondo governato da regole, da teoremi da dimostrare e da misteri da svelare: meglio di un bel giallo! e du sautoy racconta teoremi e misteri come se fosse davvero un avvincente racconto giallo. C’è la storia ( Bernhard Riemann forse aveva trovato una spiegazione, ma non lo sapremo mai perché la sua governante bruciò tutte le sue carte appena lui fuggì da Gottinga, invasa dell’esercito prussiano), c’è la matematica, la crittografia. Euclide diede il via a questa avventura dimostrando che esistevano infiniti numeri primi.
Sul sito ufficiale della rizzoli si possono leggere online alcuni brani http://rcslibri.corriere.it/rizzoli/_minisiti/numeri/home.html
parla con lei
2002, pedro almodovar
caetano veloso canta cuccuruccucu paloma con pina bausch accanto: il mito e la magia!

