il giovane holden

Luglio 29, 2008 at 22:39 (libri) ()

1951, j.d. salinger

“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”

 

dove vanno le oche d’inverno quando il lago gela?

e la saggeza della sorella minore che gli dice di aver preso lezioni di rutto…

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il piccolo principe

Luglio 29, 2008 at 22:02 (libri) ()

a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano piu’“…

Ho conosciuto molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi. Li ho conosciuti intimamente, li ho osservati proprio da vicino. Ma l’opinione che avevo di loro non e’ molto migliorata. Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta, tentavo l’esperimento del mio disegno numero uno, che ho sempre conservato.  Cercavo di capire cosi’ se era veramente una persona comprensiva. Ma, chiunque fosse, uomo o donna,  mi rispondeva: “E’ un cappello”. E allora non parlavo di boa, di foreste primitive, di stelle. Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte. E lui era tutto soddisfatto di avere incontrato un uomo tanto sensibile

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lettera a tre mogli

Luglio 29, 2008 at 21:45 (film) ()

1949, joseph l. mankiewicz

una commedia feroce degli equivoci che smaschera le ipocrisie della borghesia americana. Una voce fuori campo racconta di una lettera  inviata a tre care amiche da una quarta. La lettera dice che lei – la quarta – se ne è andata con il marito di una delle tre. Non dice quale! 

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uomini e cobra

Luglio 29, 2008 at 21:29 (film) ()

1970, joseph l. mankiewicz

un grande regista che racconta l’avidità, il cinismo e fa giocare due contrapposte intelligenze: kirk douglas e henry fonda. Agghiacciante la scena dei serpenti. 

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Nexus. Perché la natura, la società, l’economia, la comunicazione funzionano allo stesso modo

Luglio 29, 2008 at 07:56 (libri) ()

Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante.

Il paragone con i due disegni del piccolo principe è azzardato e al rovescio, ma…mark buchanan, in questo libro,  parlando di reti, modelli e principi organizzativi – come funzionano le “reti” cervello, linguaggio, sistema elettrico, bacini fluviali, internet, web, diffusione di malattie come raffreddore, aids, influenza aviaria - invita a non fermarsi alla prima, semplice lettura dei fenomeni. Il tutto  e le sue parti: c’è un unico modo per conoscere, quando  il tutto  si può presentare come acqua o come ghiaccio? Il disegno numero due, analitico, è il boa che digerisce l’elefante, il numero uno, sintetico è un cappello.

 

2004, mark buchanan

Nel 1998 watts e strogatz elaborano un grafo speciale: scoprono che i punti si possono collegare in maniera né ordinata né casuale, ma posta a metà tra i due estremi, con il caos e l’ordine equamente distribuiti. Sono i grafi “piccolo mondo” che l’autore spiega nel corso del libro cercando di capire a che cosa sia dovuta la loro “magia”. (da pag. 7)  

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