tredici giornalisti quasi perfetti
2005, david randall
il capitolo 1 di questo libro è su:
william howard russell, l’uomo che inventò le corrispondenze di guerra
1854, guerra di crimea
“Il campo di battaglia è la crimea, anche se a londra pochi saprebbero indicarla sulla carta geografica.” (pag. 3)
“Era il corrispondente del “Times” e le cronache che scrisse da quel conflitto scossero la gran bretagna come mai aveva fatto nessun altro articolo. Lettori delle classi medie e alte lessero i suoi dispacci e rimasero sconvolti, nel profondo del loro animo compiaciuto, dall’apprendere che l’esercito mandato sul campo dalla loro superiore nazione era mal rifornito, organizzato in modo deprecabile, guidato da aristocratici incompetenti, gestito da un governo inefficiente e, peggio di tutto, così incurante del benessere dei suoi soldati che migliaia di loro morivano non in battaglia ma nelle luride baracche spacciate per ospedali. Le cronache di russell furono, in un certo senso, un duro colpo per l’inghilterra vittoriana; anche perché, causa non ultima, nessuno aveva mai scritto in quel modo.” (pag. 4)
“…per quasi due anni russell dovette cavarsela da solo sul campo, senza alcuna assistenza, subendo l’ostilità pressoché costante di autorità militari per niente abituate all’idea di un cronista invadente tra i piedi…” (pag. 4)
“…dopo una cena di addio al garrick club, organizzata in suo onore da dickens e tackeray, russell raggiunse southampton, dove si imbarcò con i reggimenti della guardia reale e cominciò un viaggio che lo avrebbe portato a toccare malta, gallipoli (sui dardanelli), la bulgaria e infine la crimea, il 14 settembre 1854.” (pag.
Russell riferisce minuziosamente la carica di balaklava – le sue corrispondenze arrivarono a londra tre settimane dopo la fine di ottobre 1854 – e, con onestà e ostinazione, riferisce le condizioni drammatiche dell’esercito, tra l’ostilità delle gerarchie militari. Il suo direttore a londra riuscì a “salvarlo” facendo circolare i suoi articoli soltanto tra un pubblico ristretto e, comunque, “…L’altra conseguenza delle cronache di russell sulla crimea non è difficile da immaginare: nessun esercito britannico andò mai più al fronte senza disporre di un sistema di censura della stampa.” (pag. 14)
Anche il cinema se ne è occupato.

la carica dei 600, i seicento di balaklava, il generale cardigan « un merlo canterino ha detto,
Settembre 27, 2008 a 15:25
[...] william howard russell inviò a londra le sue corrispondenze per il “Times” [...]