cortesie per gli ospiti
1981, ian mcEwan

la tensione e l’ambiguità si respirano dalle prime pagine; si legge e si avverte immediatamente la preoccupazione – la certezza – che stia per accadere qualche cosa di tragico. E, nello stesso tempo, alla tensione si unisce l’inquietudine: colin e mary ci guidano lentamente, inesorabilmente dentro le loro incertezze, le loro paure, i loro sentimenti, le loro pulsioni sessuali, nel mondo del non dicibile, del non confessabile. Un mondo comune, familiare a tutti.
Una storia che turba e inquieta. Facile pensare a “doppio sogno” di arthur schnitzler.
La tensione e l’ambiguità si ritrovano anche nella descrizione della città in cui si svolge la storia: è costruita a piccoli indizi, rilasciati avaramente pagina dopo pagina.
“Gli occhi, il naso, la bocca sembravano progettati su commissione per soddisfare minimi requisiti di verosimiglianza.” (pag. 67)
anche on chesil beach va a scavare nel mondo del non dicibile.
paul schrader dirige il film nel 1990
sul treno di frontiera
Sul treno di frontiera
(gianni rodari)

La frontiera voglio passare,
di là dai monti voglio andare
dove i francesi per dire di si
dicono “Oui!”
Quando saro’ di la’ dal confine
troverò bambini e bambine,
tutte le lingue parleranno:
russo, tedesco e turcomanno.
Diranno: “Buon giorno” (io non capirò)
e “Buona sera” risponderò.
Ma poi rideremo insieme felici
e per sempre saremo amici.
filastrocca delle differenze
filastrocca delle differenze
(bruno tognolini)
Tu non sei come me: tu sei diverso
Ma non sentirti perso
Anch’io sono diverso, siamo in due
Se metto le mie mani con le tue
Certe cose so fare io, ed altre tu
E messi insieme sappiamo far di più
Tu non sei come me: son fortunato
Davvero ti son grato
Perchè non siamo uguali:
Vuol dire che tutt’e due siamo speciali




filastrocca del benvenuto a chi viene da lontano
filastrocca del benvenuto a chi viene da lontano
(bruno tognolini)
Amico sconosciuto
Sappi che qui fra noi sei il benvenuto
Tu vieni da lontano
Ecco la nostra mano
Hai viaggiato e sei stanco
C’è posto al nostro fianco
Questa è una terra amica
E noi ti aspettavamo, e siamo pronti
Abbiamo pane per la tua fatica
Abbiamo orecchie per i tuoi racconti
invece, ecco che cosa succede…


non trovi più niente
non trovi più niente
(nico orengo)
Capitan del gran valore,
volta la carta e trovi:
un bel fiore,
un bel fiore che sta in giardino;
volta la carta e trovi:
un canarino
un canarino che porta un cartello,
volta la carta e trovi:
un uccello,
un uccello che becca il grano;
volta la carta e trovi:
un villano,
un villano che zappa la terra;
volta la carta e trovi:
una guerra,
una guerra con tanti soldati;
volta la carta e trovi:
i malati,
i malati che stanno nei letti;
volta al carta e trovi:
i confetti,
i confetti che son così’ buoni;
volta la carta e trovi:
i ladroni,
i ladroni che assaltan la gente;
volta la carta e
non trovi più niente.
uomini che odiano le donne, il film
2008, niels arden oplev

le 600 pagine del romanzo scorrono sullo schermo concentrate, assemblate: alcuni snodi narrativi sono modificati, le vicende collaterali sono tagliate e il risultato è un bel film. Inconsueto se si pensa ai ritmi dei film di questo genere: i paesaggi nordici – freddi, innevati – sembrano rallentare il ritmo e la suspence, la lingua originale si sposa meravigliosamente con i volti e i luoghi di Stoccolma. Chi ha amato il romanzo si divertirà a cogliere differenze e somiglianze con la conclusione – secondo me – che la storia che si dipana lungo 600 pagine ha davvero bisogno dei tempi lunghi che il film, pur nella sua lunghezza, non può garantire.