j. edgar

gennaio 7, 2012 at 00:41 (film)

un film su un personaggio realmente vissuto è una sfida difficile, ci sono registi che la vincono e altri no.  Eastwood, con il suo hoover, l’ha persa.

Il problema non è se il film riesca o meno a dare un quadro fedele alla realtà –  non è questo l’obiettivo di un film -. Il problema sta nella capacità di mettere in equilibrio il lato pubblico e quello privato.

Eastwood calca pesantemente la mano sul privato: il primo direttore dell’fbi sembra spinto dalla paranoia sua e da quella della autoritaria madre per i comunisti; hoover sembra un  combattente solitario, decontestualizzato rispetto all’america degli otto presidenti che attraversa dagli anni venti ai settanta; l’hoover privato è così preponderante che i fatti raccontati scorrono via troppo veloci, quasi funzionali a far grandeggiare  il personaggio: l’introduzione di metodi di investigazione scientifici – l’ossessione per le improtne digitali -, l’uso di sistemi disinvolti – le intercettazioni – per colpire movimenti e personaggi politici – black panthers, martin luther king, forse j.f. kennedy – e anche la cattura di  criminali famosi come dillinger o dell’assassino del piccolo lindbergh sono raccontati come risultato della sua personale ostinazione.

Detto ciò, la regia di eastwood è una regia da maestro e gli attori sono straordinari, sia di caprio sia naomi watts, bravissima nel  ruolo della  fedele assistente di hoover.  

agent stokes: The crimes we are investigating aren’tcrimes, they are ideas (uno degli agenti ai suoi ordini prova, invano, a fargli rilevare la deriva illegale in cui i suoi metodi sconfinano) .

 

3 commenti

  1. merlo canterino ha detto,

    una precisazione: non è che il mondo circostante non esista, è uno sfondo, è secondario, c’è un rovesciamento: invece di stare in primo piano fa da contorno per la figura di hoover

  2. agegiofilm ha detto,

    Infatti il privato era la parte meno interessante del film. Speravo fino all’ultimo, fino all’inizio del film, che Eastwood non rivolgesse il suo sguardo a questa parte del personaggio, ma per Hoover ci vuole almeno una trilogia. 8 presidenti da ricattare, oltre agli altri casini, non sono un argomento da evitare.

    • merlo canterino ha detto,

      infatti; gli aspetti privati di un personaggio sono un elemento interessante se sono stati importanti nella realtà; ma se gli aspetti pubblici sono stati di gran lunga più rilevanti – come dici tu, 8 presidenti da ricattare, oltre agli altri casini – che senso ha dare tutto quello spazio al privato? in un dibattito ho sentito paragonare questo film a Milk e al Divo, ma nel primo il “privato” di Milk era il cuore della sua azione e nel secondo Sorrentino disegna un capolavoro di parodia.

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