homo sapiens, palazzo esposizioni, roma

aprile 9, 2012 at 00:35 (scienza)

dal sito di Homo sapiens

 La grande storia della diversità umana è una mostra internazionale, interamente concepita in Italia, dedicata all’ambizioso progetto di ricerca interdisciplinare fondato, fra gli altri, dal genetista italiano, ora professore emerito alla Stanford University, Luigi Luca Cavalli Sforza, che per decenni ha sondato i recessi più nascosti della storia profonda della diversità umana, unendo molecole, fossili, culture e lingue in una cornice globale coerente di prove. Oggi per la prima volta un gruppo internazionale di scienziati ha cominciato a collegare i percorsi di un’antica storia che ha condotto la nostra specie a uscire meno di 200 mila anni fa da una piccola valle africana per colonizzare regione dopo regione l’intero pianeta e a diffondersi formando una grande varietà di popolazioni e di culture diverse.

i percorsi della mostra

 MAL D’AFRICA
Strani primati di grossa taglia fuoriescono dall’Africa e colonizzano il Vecchio Mondo; è’ l’inizio del genere Homo, poco meno di due milioni di anni fa. Tratto distintivo di questa nuova forma di ominidi è la locomozione bipede completa. Reperti provenienti da siti africani e dai primi insediamenti esterni a questo continente racconteranno le prime ondate migratorie “Out of Africa”.

LA SOLITUDINE è UN’INVENZIONE RECENTE
Quando la nostra specie Homo sapiens nasce in Africa, probabilmente fra 180mila e 200mila anni fa, e decide poi di spostarsi, entra in contatto con un mondo affollato di specie del genere Homo fuoriuscite dall’Africa precedentemente. Dalla nostra convivenza con il “cugino” Neanderthal, alla vicenda del piccolo Uomo di Flores e del misterioso Uomo di Denisova (Siberia): per la maggior parte della nostra storia non siamo stati soli su questo pianeta.

I GENI, I POPOLI, LE LINGUE
Intorno a 40.000 anni fa, la “Rivoluzione Paleolitica”: arte, sepolture rituali, nuova tecnologia, cottura dei cibi… un sapiens cognitivamente diverso. Nello stesso momento, due grandi epopee ci parlano della colonizzazione dei nuovi mondi australiano e americano. Grazie alle interazioni fra prove convergenti provenienti da discipline diverse – come la genetica di popolazioni, l’archeologia e la linguistica – è possibile ricostruire l’albero genealogico delle diversificazioni dei popoli sulla Terra e la trama delle ramificazioni che hanno portato la specie umana a diffondersi in tutto il globo.

TRACCE DI MONDI PERDUTI
La domesticazione di piante e animali permise all’uomo di stanziarsi e la popolazione umana inizia a crescere a ritmi mai visti, innescando nuove espansioni, migrazioni, ibridazioni e nuovi conflitti, e provocando un impatto spesso irreversibile sugli ambienti colonizzati. Gli spostamenti di popoli sono stati e continuano a essere il motore principale dei cambiamenti nel mosaico della diversità biologica e culturale umana.

ITALIA, L’UNITÀ NELLA DIVERSITÀ
In questa sezione speciale l’Italia è vista come un caso esemplare e come un territorio arricchito allo stesso tempo dalla sua diversità biologica e culturale: due forme di evoluzione intrecciate, fra geni, popoli e lingue. Questo è il risultato storico di incessanti processi di migrazione che però non hanno impedito il formarsi di un’unità culturale, illustrata dalla nascita della lingua italiana molto prima che l’Italia diventasse una nazione.

A proposito dell’italia come luogo di transito delle grandi migrazioni, la mostra cita il mosaico della cattedrale di otranto, realizzato tra il 1163 e il 1165 dal monaco Pantaleone,  in cui è rappresentato l’albero della vita, insieme a figure di culture e religioni diverse.

  
TUTTI PARENTI, TUTTI DIFFERENTI: LE RADICI INTRECCIATE DELLA CIVILTÀ

Se l’origine di Homo sapiens è così recente, unica e africana, e se poi la nostra giovane specie è stata così mobile e promiscua, significa che è altamente improbabile che vi sia stato il tempo e il modo di dividere le popolazioni umane in “razze” geneticamente distinte. Il messaggio duplice di questa storia è la forte unità biologica e al contempo la straordinaria diversità culturale interna della specie umana. Le “civiltà” in questo scenario assomigliano a organismi in evoluzione, ricchi di differenze interne e interdipendenti l’uno rispetto all’altro sia nel tempo sia nello spazio. Le radici di questi sistemi plastici di culture sono tutte intrecciate fra loro.

un’installazione/gioco – parente di una banana -  permette di cogliere la distanza genetica che separa specie animali e vegetali e una mappa dell’evoluzione umana ripercorre su un planisfero, con una grafica semplice ed efficace,  la nostra storia evolutiva.

2 commenti

  1. Nives Belluzzo said,

    Dove posso trovare una o più pubblicazioni sui contenuti della mostra?
    E’ previsto un viaggio itinerante della mostra? Io abito a Torino

  2. merlo canterino said,

    più che andare sul sito della mostra non saprei

    http://www.palazzoesposizioni.it/categorie/mostra-008

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