he wishes for the cloths of heaven

febbraio 3, 2012 at 00:01 (poesia)

HAD I the heavens’ embroidered cloths,
Enwrought with golden and silver light,
The blue and the dim and the dark cloths
Of night and light and the half-light,
I would spread the cloths under your feet:
But I, being poor, have only my dreams;
I have spread my dreams under your feet;
Tread softly because you tread on my dreams.

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la passeggiata di un distratto, gianni rodari

febbraio 1, 2012 at 13:11 (poesia)

Mamma, vado a fare una passeggiata.
- Va’ pure, Giovanni, ma sta’ attento quando attraversi la strada.
- Va bene, mamma. Ciao, mamma.
- Sei sempre tanto distratto.
- Si’, mamma. Ciao, mamma.

Giovannino esce allegramente e per il primo tratto di strada fa bene attenzione. Ogni tanto si ferma e si tocca.

- Ci sono tutto? Si, – e ride da solo.

E così contento di stare attento che si mette a saltellare come un passero, ma poi s’incanta a guardare le vetrine, le macchine, le nuvole, e per forza cominciano i guai.

Un signore, molto gentilmente, lo rimprovera:

- Ma che distratto, sei. Vedi? Hai già perso una mano.
- Uh, è proprio vero. Ma che distratto, sono.

Si mette a cercare la mano e invece trova un barattolo vuoto. Sarà proprio vuoto? Vediamo. E cosa c’era dentro prima che fosse vuoto? Non sarà mica stato sempre vuoto fin dal primo giorno…

Giovanni si dimentica di cercare la mano, poi si dimentica anche del barattolo, perché ha visto un cane zoppo, ed ecco per raggiungere il cane zoppo prima che volti l’angolo perde tutto un braccio. Ma non se ne accorge nemmeno, e continua a correre.

Una buona donna lo chiama: – Giovanni, Giovanni, il tuo braccio!

Macché, non sente.

Pazienza, – dice la buona donna. – Glielo porterò alla sua mamma.

E va a casa della mamma di Giovanni.

- Signora, ho qui il braccio del suo figliolo.

- Oh, quel distratto. Io non so più cosa fare e cosa dire.
- Eh, si sa, i bambini sono tutti così.
Dopo un po’ arriva un’altra brava donna.

- Signora, ho trovato un piede. Non sarà mica del Giovanni?
- Ma si che è suo, lo riconosco dalla scarpa col buco. Oh, che figlio distratto mi è toccato. Non so più cosa fare e cosa dire.
- Eh, si sa, i bambini sono tutti così.

Dopo un altro po’ arriva una vecchietta, poi il garzone del fornaio, Poi un tranviere, e perfino una maestra in pensione, e tutti portano qualche pezzetto di Giovanni: una gamba, un orecchio, il naso.

Ma ci può essere un ragazzo più distratto del mio?

- Eh, signora, i bambini sono tutti così

Finalmente arriva Giovanni, saltellando su una gamba sola, senza più orecchie né braccia, ma allegro come sempre, allegro come un passero, e la sua mamma scuote la testa, lo rimette a posto e gli dà un bacio.

- Manca niente, mamma? Sono stato bravo, mamma?
- Sì Giovanni, sei stato proprio bravo.

  

 

 

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pier paolo pasolini

novembre 3, 2010 at 01:26 (poesia)

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jorge luis borges all’auditorium

marzo 25, 2010 at 01:20 (poesia)

il rimorso
Ho commesso il peggiore dei peccati
che possa commettere un uomo, non sono stato
felice. Che i ghiacciai della dimenticanza
possano travolgermi e disperdermi senza pietà.
I miei mi generarono per il giuoco
azzardoso e stupendo della vita,
per la terra, per l’acqua, l’aria, il fuoco.
Li frodai. Non fui felice. Realizzata
non fu la giovane loro volontà. La mia mente
si applicò alle simmetriche ostinatezze
dell’arte che intesse nullerie.
Ereditai valore. Non fui valoroso.
Non mi abbandona, mi sta sempre allato l’ombra d’essere stato un disgraziato.

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figli, margaret mazzantini

settembre 23, 2009 at 23:07 (poesia)

1

figli, margaret mazzantini al primo maggio 2009

trovato qui

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dev’esserci, josé saramago

settembre 12, 2009 at 19:54 (poesia)

Dev’esserci un colore da scoprire, un recondito accordo di parole.
Dev’esserci una chiave per aprire nel muro smisurato questa porta.
Dev’esserci un’isola più a sud, una corda più tesa e vibrante.
Un altro mare che nuota in un altro blu
Un’altra intonazione più cantante
Poesia tardiva che non riesci a dire la metà di quel che sai
Non taci quando puoi, non sconfessi questo corpo casuale e inadeguato.

il blog di josé saramago tradotto in italiano

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fernanda pivano

agosto 18, 2009 at 23:08 (musica, poesia) (, )

200px-Fernanda_Pivano

il sito di fernanda pivano

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ndjock ngana

agosto 5, 2009 at 00:18 (poesia)

camerun

ndjock ngana*

Vivere una sola vita
in una sola città
in un solo Paese
in un solo universo
vivere in un solo mondo
è prigione.
Amare un solo amico
un solo padre
una sola madre
una sola famiglia
amare una sola persona
è prigione.
Conoscere una sola lingua
un solo lavoro
un solo costume
una sola civiltà
conoscere una sola logica
è prigione.
Avere un solo corpo
un solo pensiero
una sola conoscenza
una sola essenza
avere un solo essere
è prigione.

Il sangue

Chi può versare
Sangue nero
Sangue giallo
Sangue bianco
Mezzo sangue?

Il sangue non è indio, polinesiano o inglese.

Nessuno ha mai visto
Sangue ebreo
Sangue cristiano
Sangue mussulmano
Sangue buddista

Il sangue non è ricco, povero o benestante.

Il sangue è rosso

Disumano è chi lo versa
Non chi lo porta.

* poeta camerunense, 1952

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los justos / i giusti

luglio 1, 2009 at 16:50 (poesia)

borges20by20diane20arbus-798844Jorge Luis Borges
los justos / i giusti

Un hombre que cultiva su jardin, como queria Voltaire.
El que agradece que en la tierra haya musica.
El que descubre con placer una etimologia.
Dos empleados que en un cafè del Sur juegan un silencioso ajedrez.
El ceramista que premedita un color y una forma.
El tipografo que compone bien esta pagina, que tal vez no le agrada.
Una mujer y un hombre que leen los tercetos finales de cierto canto.
El que acaricia a un animal dormido.
El que justifica o quiere justificar un mal que le han hecho.
El que agradece que en la tierra haya Stevenson.
El que prefiere que los otros tengan razon.
Esas personas, que se ignoran, estan salvando el mundo.

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

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sul treno di frontiera

maggio 30, 2009 at 13:33 (poesia)

Sul treno di frontiera
(gianni rodari)

copj13

La frontiera voglio passare,
di là dai monti voglio andare
dove i francesi per dire di si
dicono “Oui!”

Quando saro’ di la’ dal confine
troverò bambini e bambine,
tutte le lingue parleranno:
russo, tedesco e turcomanno.

Diranno: “Buon giorno” (io non capirò)
e “Buona sera” risponderò.
Ma poi rideremo insieme felici
e per sempre saremo amici.

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