palermo shooting
2008, wim wenders
lou reed, dennis hopper, la fotografia di franz lustig, una palermo da togliere il respiro, un affresco inquietante, campino, un cantante rock di dusseldorf (il vero nome è andreas frege, leader e compositore del gruppo punk rock tedesco die toten hosen, I pantaloni morti).
gira per le vie di palermo, accompagnato dalla voce di de andrè che canta “quello che non ho”,
“quando lavori troppo sui dettagli perdi il senso dell’insieme”
“quando non sogni più o quando non fai altro che sognare?”
“dobbiamo prendere tutto molto sul serio, a parte noi stessi”
“credo soltanto nelle cose che non posso vedere: dio, la vita, l’amore…”
“su due letti separati: è bello dividere la notte con te”
wenders rielabora i suoi angeli sopra berlino e piega la tecnologia ai suoi bisogni e il risultato è BELLISSIMO, due ore cariche di immagini avvolte dalla musica. Il protagonista guarda dentro di sè e guarda il mondo che lo circonda e i nostri occhi sono tirati dentro la superba bellezza delle immagini, dei volti, di palermo!
grazie, wenders: shooting sono gli scatti fotografici e non i colpi della mafia!
i guerrieri della notte
1979, walter hill
il ritorno a coney island – mereghetti dice che i warriors ripiegano come i Greci nell’anabasi di senofonte – è segnato da una serie continua di scene memorabili: i warriors scendono lungo le scale metalliche della metropolitana e lì sotto il combattimento con i riffs ha il ritmo e l’eleganza di una coreografia.
the blues brothers
una colonna sonora esaltante:
GIMME SOME LOVIN stevie winwood
THINK performed by aretha franklin
JUST THE WAY YOU ARE billy joel
EVERYBODY NEEDS SOMEBODY TO LOVE performed by the Blues Brothers
1980, john landis
un classico su cui qualunque commento sarebbe un esercizio di retorica. Anche la scena delle scuse è un classico:
Jake: No I didn’t. Honest… I ran out of gas. I, I had a flat tire. I didn’t have enough money for cab fare. My tux didn’t come back from the cleaners. An old friend came in from out of town. Someone stole my car. There was an earthquake. A terrible flood. Locusts. IT WASN’T MY FAULT, I SWEAR TO GOD.
il terzo uomo
1949, carol reed
graham greene scrive la sceneggiatura e l’anno dopo l’uscita del film la pubblica.
Harry Lime: Don’t be so gloomy. After all it’s not that awful. Like the fella says, in Italy for 30 years under the Borgias they had warfare, terror, murder, and bloodshed, but they produced Michelangelo, Leonardo da Vinci, and the Renaissance. In Switzerland they had brotherly love – they had 500 years of democracy and peace, and what did that produce? The cuckoo clock. So long Holly.
orson welles, joseph cotten, alida valli, trevor howard: un cast carismatico! l’inseguimento nelle fogne, la ruota di vienna, le inquadrature che deformano i personaggi in b/n costruiscono un film cupo, cattivo, inquietante.
arsenico e vecchi merletti
Mortimer Brewster: Look, Aunt Martha, men don’t just get into window seats and die!
Abby Brewster: Of course not, dear. He died first.
Mortimer Brewster: But how?
Abby Brewster: The gentleman died because he drank some wine with poison in it. Now, I don’t know why you’re making such a big deal over this Mortimer. Don’t you worry about a thing!
le tenere ziette di mortimer sono ingenuamente e politicamente scorrette.
confidential report
1955, orson welles
mr arkadin racconta questa favola.
Lo scorpione doveva attraversare il fiume; così non sapendo nuotare, chiese aiuto alla rana: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda”. La rana rispose: “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!!!”. “Per quale motivo dovrei farlo” incalzò lo scorpione “se ti pungo tu muori e io annego!”. La rana stette un attimo a pensare e convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua. A metà del tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione…” rispose lui “è la mia natura!”.
les enfants du paradis
Jean Louis Barrault, l’indimenticabile mimo francese, in questo film non solo d’amore (Garance, Nathalie), ma sul teatro e l’amore per il teatro: dal palcoscenico su cui fa sognare il suo pubblico, il suo inchino, i suoi occhi e il suo sorriso sono rivolti sempre verso l’alto, verso l’ultimo loggione da dove il palco è lontano, si vede e si sente male, ma c’è il pubblico vero – les enfants du paradis – quello che è lì soltanto perché ama il teatro e ama vederlo recitare.
blade runner
I’ve seen things you people wouldn’t believe. Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhauser Gate. All those… moments will be lost… in time, like tears… in rain. Time to die.
1982, Ridley Scott
dal romanzo di Philip Kindred Dick – Do Androids Dream of Electric Sheep? – un film che ha riscritto la fantascienza e minato le nostre certezze sui sogni, sui ricordi, sui sentimenti dinanzi agli innesti mentali di cui sono oggetto i replicanti . Quanto sono diversi i replicanti che sono “ritirati” dagli umani? Quanta violenza nei test per decidere chi è replicante e chi no.
Rarissimo caso di un film più bello, tanto più bello, del romanzo da cui è tratto.
Rachael: May I ask you a personal question?
Deckard: Sure.
Rachael: Have you ever retired a human by mistake?
Deckard: No.
Rachael: But in your position that is a risk.
Deckard: You’re reading a magazine. You come across a full-page nude photo of a girl.
Rachael: Is this testing whether I’m a replicant or a lesbian, Mr. Deckard?
wikipedia: L’interno dell’appartamento di Deckard è ispirato alla Ennis House costruita dall’architetto Franl Lloyd Wright.
la parola ai giurati
1957, Sidney Lumet
L’intelligenza, la calma, la capacità di un’argomentazione rigorosa contro l’arroganza. Sidney Lumet, con la complicità di un grande, carismatico Henry Fonda mette in scena una rappresentazione epica della tolleranza contro i pregiudizi. Henry Fonda, come un pifferaio magico, si porta dietro, piano, piano gli altri giurati. Da rivedere e rivedre e rivedere…e perché non adottarlo nelle scuole per l’ora di Educazione al rigore e alla tolleranza?















1945, marcel carné


