l’inquietudine assoluta/assolata del deserto, i misteri inconfessabili del desiderio, la magia del viaggio - non siamo turisti, siamo
viaggiatori- e la scena da manuale che ci porta da new york a un porto del nord africa, dove le tre facce, una ad una, emergono verso la strada. debra winger e john malkovich sembrano fatti apposta per questi ruoli, come se fossero davvero kit e port.
Tunner: We’re probably the first tourists they’ve had since the war. Kit Moresby: Tunner, we’re not tourists. We’re travelers. Tunner: Oh. What’s the difference? Port Moresby: A tourist is someone who thinks about going home the moment they arrive, Tunner. Kit Moresby: Whereas a traveler might not come back at all. Tunner: You mean I’m a tourist. Kit Moresby: Yes, Tunner. And I’m half and half.
tratto dal libro di Peter Handke, La paura del portiere prima del calcio di rigore (1970), una metafora dell’attesa, dell’ansia, della paura cui è impossibile resistere.
dal romazo “The Bride Wore Black” di william irish, nella vita cornell woolrich, lo scrittore dalla vita drammatica, autore, tra l’altro, di the rear window, da cui hitchcock ha tratto la finestra sul cortile. Un film nero che soltanto la mano di truffaut, con i suoi splendidi attori - jeanne moreau - poteva far diventare un noir d’autore.