eldorado road

2008, bouli lanners
una bella colonna sonora che si sovrappone alle scene come se provenisse da un altro film; un viaggio in macchina sui cui vetri scorre un orizzonte sconfinato con tramonti, notti, temporali bellissimi già visti, per fare soltanto un esempio, in “fino alla fine del mondo” (1991, wim wenders); uno scorrere di case inquadrate dal basso, diagonalmente al cielo, esattamente come j. jarmusch ha fatto in “daunbailò” nel 1986. E dentro questo contesto di già visti non c’ è niente: storia e dialoghi senza senso, con un doppiaggio che dà il colpo di grazia.