già dalla locandina si capisce che sex and the city - il film - non c’entra niente con la serie tv: ironia, comicità, dissacrazione, non correttezza e anche l’amore inteso nel senso meno melenso, SCOMPAIONO completamente. In genere, le trasposizioni cinematografiche di una serie tv toppano perché non si può zippare in due ore la serialità di una storia (cioè proprio quello che coinvolge lo spettatore). Non solo: quanto più è avvincente la serie tanto più sarà difficile farla diventare un film (hanno toppato con x-files!). Ma qui, oltre a questo aspetto, si aggiunge che ne hanno fatto un prodotto smelenso di quarta categoria, una commediola banale, scontata, insipida. Tuttavia: è uno sciocco film e qualcuno doveva pur vederlo!
una storia che avrebbe le carte giuste per coinvolgere e, invece, saranno i due attori che non hanno presa…sarà la regia che non ha saputo disappiattire il racconto…sarà che le canzoni /a parte mendelssohn) si sostituiscono troppo ai dialoghi…il film resta soltanto ”carino” . Neppure dublino, di cui si riconoscono la zona pedonale e il parco al centro della città, riesce a dare grinta al film.
Due grandi attori e una storia che poteva essere avvincente. Eppure è un film che non raggiunge la soglia dell’interesse: sfilacciato, esagerato e con il facile schema del conflitto infantile padre/figlio a spiegare tutto. Non basta chiamarsi Sidney Lumet e aver diretto “La parola ai giurati”.