nodo alla gola
1948, alfred hitchcock
un’agghiacciante parabola sui cattivi maestri e sulla gratuità di certi atti, raccontata da hitchcock attraverso un geniale professore che ha il volto severo di james stewart. Eccezionale anche il giovanissimo farley granger.
Il film sperimenta l’uso del piano sequenza (un’inquadratura lunga, caratterizzata da un’ininterrotta continuità temporale) e in cui il cambio del nastro è nascosto dalle entrate in scena degli attori.
Hitchcock riesce ad alludere all’omosessualità dei due giovani, nonostante il Codice Hays che, tra le altre prescirizioni, proibiva la rappresentazione dell’omosessualità sul grande schermo.
gioco all’alba
1927, arthur schnitzler
considerato, erroneamente, il freud della letteratura, in realtà freud si stupisce, in una lettera, di come i personaggi di schnitzler agiscano mossi da quelle pulsioni che il medico freud andava acquisendo attraverso la sua attività.
Willi, il tenente, il gioco, gli amici, la fortuna e il disastro, Leopoldine, lo zio Robert, la vita e la morte: un racconto che lascia senza fiato fino all’ultima riga .
educazione di una canaglia

2000, edward bunker
“ho passato la mia infanzia e la mia giovinezza a leggere libri…” il fatto è che bunker questi libri li ha letti nei riformatori e in carcere – nel ‘50 è il più giovane detenuto di san quentin, l’harvard dei detenuti – e la sua storia, che racconterà anni dopo, è scritta dalla mano di un grande scrittore, con toni ricchi di tutte le gamme: semplici, ironici, cinici, distaccati e sempre coinvolgenti. Bunker fa ripercorrere, attraverso le sue esperienze personali, gli anni dei grandi di hollywood, di hearst, welles, il jazz, billie holiday, mc carthy e, soprattutto, descrive le regole e l’etica del carcere e dei criminali. Un capolavoro!
bunker, a proposito della vita in carcere: “quando il gioco si fa duro, soltanto i piu’ duri continuano a giocare”

