happy birthday to you

marzo 31, 2009 at 21:59 (songs)

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I saw the best minds of my generation

marzo 30, 2009 at 21:08 (poesia)

allen ginsberg, howl
images2
I saw the best minds of my generation destroyed by
madness, starving hysterical naked,
dragging themselves through the negro streets at dawn
looking for an angry fix,
angelheaded hipsters burning for the ancient heavenly
connection to the starry dynamo in the machin-
ery of night,
who poverty and tatters and hollow-eyed and high sat
up smoking in the supernatural darkness of
cold-water flats floating across the tops of cities
contemplating jazz,

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le benevole

marzo 30, 2009 at 20:18 (libri)

mail
onion56 ha letto
le benevole

2007, jonathan littell

copj131

Commentare un libro di 940 pagine è un’impresa folle, in poche righe. È la storia di un Ufficiale delle SS (Max Aue), che attraversa tutti i luoghi più oscuri della II guerra mondiale, dove le SS (SchutzStaffel) hanno dato il peggio di sé: Ucraina, Stalingrado, Polonia, i Lager, Berlino sotto i bombardamenti alleati e con l’Armata Rossa alle porte. Il protagonista ha un passato (rapporto incestuoso) e un presente (omosessualità) che non sono allineate con l’ideologia nazista e anche nei confronti degli Ebrei (di cui ne deve migliorare il processo produttivo), talvolta, ha quasi un senso di smarrimento per la loro condizione e per il loro destino. Viene perseguitato per l’omicidio della madre, di cui non si capisce chi sia il vero colpevole (probabilmente lui stesso), da due (le furie benevole) Ispettori della Kripo. che cercano giustizia, vendetta, anche quando il caso è archiviato, anche nella disperazione della sconfitta con i Sovietici che stanano di casa in casa gli ultimi cecchini, persino nello Zoo di Berlino, bombardato e con gli animali liberi. Il libro ti getta nel vortice oscuro e torbido della immane tragedia del secolo scorso, ma è affascinante, colto, ben documentato, anche nella descrizione dei conflitti fra i vari poteri del Reich. Opera prima di un americano Jonathan Littell (1967) scritta direttamente in Francese. Alcune pagine sono di pura poesia, i dialoghi (bellissimi quelli sulla genesi delle razze caucasiche con il Prof. Voss) catturano. La figura di Thomas, il suo amico, angelo custode a Berlino, che lo salva sempre dalle situazioni difficili, e che vive sempre con i sorriso sulle labbra anche nel pieno della follia della caduta del Reich. Indimenticabile il sottile dibattito fra un ufficiale della Armata Rossa (un commissario politico, Pravdin) e il protagonista sulle affinità e differenze fra il Nazional Socialismo e il Socialismo in Un Solo Paese. Dice Pravi: “Laddove il comunismo mira ad una società senza classi voi predicate il Volksgeneinschaft, che in fondo è la stessa cosa ma ridotta alle Vostre Frontiere”. E sulla difesa e la supremazia della razza germanica (applicabile in un solo paese) e la costruzione di un uomo nuovo che potrà essere applicato in tutti i paesi. Ancora Pravdin “ Quando i nostri coraggiosi soldati si accamperanno nella Unter den Linden, sarete costretti, se volete salvare la fede nazista, a riconoscere che la razza slava è più forte della razza tedesca.” Sappiamo che è andata così, ma l’uomo nuovo, poi, non è arrivato.

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dna replication process

marzo 22, 2009 at 22:08 (scienza)

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is this the theory of everything?

marzo 22, 2009 at 22:05 (scienza)

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il pinguino

marzo 22, 2009 at 21:26 (Uncategorized)

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web 2.0…the machine is Us/ing Us

marzo 22, 2009 at 21:05 (scienza)

Michael Wesch
Assistant Professor of Cultural Anthropology
Kansas State University

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un luogo incerto

marzo 20, 2009 at 21:23 (libri)

2009, fred vargas

copj13asp

Le riflessioni di adamsberg, il suo vagare tra le nuvole, i suoi dialoghi con danglard danno assuefazione all’intelligenza. E dopo ogni romanzo di vargas bisogna spostare l’asticella un po’ più in alto.

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pierfrancesco favino

marzo 16, 2009 at 00:53 (attori/attrici) ()

quanto è bravo!

favino1 

chi altro avrebbe potuto dare la faccia a di vittorio

images1

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I woke up

marzo 15, 2009 at 17:13 (musica)

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