the year of living dangerously

gennaio 30, 2010 at 23:48 (Uncategorized)

peter weir, 1982

Billy Kwan: We’ll make a great team, old man. You for the words, me for the pictures. I can be your eyes.

Billy Kwan: If it’s in focus, it’s pornography, if it’s out of focus, it’s art.

Billy Kwan: I would have given up the world for her. You wouldn’t even give up one story.

Guy Hamilton: It’s not just A story, it’s THE bloody story – can’t you understand that?

Billy Kwan: Starvation is a great aphrodisiac.

l’amore tra un giornalista australiano (mel gibson) e un’addetta all’ambasciata inglese (sigourney weaver) nell’indonesia di sukarno (1965)

Permalink Lascia un commento

up in the air

gennaio 30, 2010 at 23:03 (film)

jason reitman, 2009

I’m like my mother, I stereotype. It’s faster.

il trailer

george clooney, anche se l’espressione è sempre uguale – forse si può dire un’espressione con il camice e una senza camice – licenzia per mestiere, e come tagliatore di teste ha una professionalità, non dice “lei è licenziato”, ma usa una serie di giri di parole introducendole con “siamo qui per parlarle del suo futuro”. Nonostante clooney e nonostante personaggi mal disegnati (stereotipati e non credibili), il terma è affrontato bene – con la giusta realistica cattiveria – e i dialoghi sono molto intelligenti.

jason reitman ha diretto anche thank you for smoking (2005) e juno (2007)

belle anche le città viste da google earth e belli gli aeroporti…

interessane la metafora dello zainetto

Permalink 2 commenti

rock revolution band

gennaio 30, 2010 at 00:01 (Uncategorized)

una cover band che suona il rock dagli anni 50 fino alla metà degli anni 70 mentre le pareti della sala sinopoli sono attraversate dai volti – enormi – di elvis, dylan, beatles, aretha franklin, james brown, marylin, mao, luther king, cassius clay; cadillac colorate che sfrecciano alle spalle della band curvando da una parete all’altra; danzatori giganteschi proiettati sullo schermo si sfrenano nel rock and roll, mentre lo sfondo cambia vorticosamente e dopo le vie di londra e i grattacieli di new york si sdoppia e si moltiplica nei colori del caleidoscopio. La incredibile scenografia virtuale ad immersione nelle immagini è della maximage experience che ha curato la chiusura dei giochi olimpici invernali di salt lake city, il “sogno gotico” realizzato a siena per capodanno 2009 e la notte bianca di barcellona.

questa era la notte bianca di barcellona

Permalink Lascia un commento

e più ti amo

gennaio 27, 2010 at 23:19 (Uncategorized)

Permalink Lascia un commento

should I stay or should I go

gennaio 27, 2010 at 01:53 (Uncategorized)

Permalink Lascia un commento

lillo & greg intrappolati nella commedia

gennaio 25, 2010 at 16:25 (teatro)

i fratelli andy e larry wachowski riletti e rielaborati da lillo & greg: un “Matrix” demenziale dove si confondono realtà, teatro, tv, musical.

E dove i due geni di 610 (sei uno zero) giocano a recitare con il tono aulico e la voce impostata di quegli attori che dicono “torno tosto” invece di “torno subito

come il giovine attore di raoul cremona

Permalink Lascia un commento

avatar

gennaio 24, 2010 at 00:50 (film)

il sito

2009, james cameron

Una tecnologia meravigliosa al servizio della fiaba (ma nel film la fiaba sconfigge la tecnologia). Un videogioco sfarzoso e gigantesco dove i buoni odiano la guerra ma, attaccati, sconfiggono i cattivi, dove la natura e gli animali hanno una loro intelligenza – comunicano attraverso le sinapsi – e pandora, il pianeta dei na’vi è uno sfarzo di foreste pluviali, fiori, luci, colori. E gli abitanti di pandora sono davvero belli, somigliano alle creature che nascerebbero dall’incontro tra indiani e alieni, quelli cinematografici.

Gli effetti specialissimi – grafica virtuale con l’animazione del motion capture – sono avvincenti, imperdibili, di livello alto. Troppo alto per i luoghi comuni e gli stereotipi di cui sono disseminati scene e dialoghi. Passi la storia d’amore: sulla terra o su pandora, in digitale o in 3D, l’amore obbedisce a regole millenarie. Ma il resto no: da una parte le immagini e gli effetti sbalorditivi e dall’altra…lo scienziato buono e il generale cattivo, il marine strafottente che spara battute cretine appena sbarcato su un pianeta ostile e sconosciuto, azioni militari identiche a quelle viste in tutti i film sul vietnam. Un tale dispiegamento di effetti speciali avrebbe meritato dialoghi almeno normali.

Permalink 5 commenti

20th century fox

gennaio 23, 2010 at 23:56 (film)

Permalink Lascia un commento

trani a go go

gennaio 23, 2010 at 23:49 (songs)

Permalink Lascia un commento

la fabbrica di marrons glacés

gennaio 23, 2010 at 23:11 (Uncategorized)

la fabbrica di marrons glacés a roma

Permalink Lascia un commento

Next page »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: