il piccolo principe

giugno 29, 2010 at 13:21 (libri)

110 anni fa nasceva antoine de saint-exupéry

È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. (capitolo XXI)

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zio fester, jackie coogan

giugno 27, 2010 at 09:01 (attori/attrici)

zio fester

ma da bambino

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shrek sulla walk of fame

giugno 27, 2010 at 08:25 (film)

dopo topolino, biancaneve, i simpsons

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arte e archeologia industriale, christian boltanski

giugno 26, 2010 at 17:05 (luoghi)

l’arte negli spazi dismessi del lavoro, boltanski nell’hangar della bicocca

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un giorno perfetto per i pesci banana

giugno 20, 2010 at 17:48 (libri)

1948,  j.d. salinger

un dialogo al telefono che dà informazioni incomplete e allarmanti; un dialogo in spiaggia che carica di tensione il lettore, un racconto breve che lascia senza parole.

 Era il tipo di ragazza che non pianta le cose a metà – qualsiasi cosa -per un campanello.

Non ha mica detto che secondo lui c’è il pericolo che possa… insomma… che si metta a fare delle stranezze? Che possa farti del male?
– Non proprio, – disse la ragazza. – Deve avere più dati, mamma. Devono sapere di quand’era bambino… tutte quelle cose lì. Te l’ho detto, quasi non potevamo sentirci, c’era un chiasso dell’altro mondo.
– Bene. Come va il tuo giaccone blu?
– Va ancora. Ho fatto togliere un po’ di imbottitura.
– Come sono i vestiti quest’anno?
– Terribili. Ma molto divertenti. Perfino lustrini… insomma tutto, – disse la ragazza.

– Che cosa acchiappi se non te lo togli? – disse.
Il giovanotto sussultò, chiudendosi con la destra i risvolti dell’accappatoio di spugna. Si rivoltò sullo stomaco, lasciando cadere un asciugamano arrotolato che gli copriva gli occhi, e alzò lo sguardo su Sybil, ammiccando.
– Ehi! Ciao, Sybil.
– Non te lo togli?
– Stavo aspettando te, – disse il giovanotto. – Novità?

– Un’altra volta spingila via, – disse Sybil.
– Chi devo spingere via?
– Sharon Lipschutz.
– Ah, Sharon Lipschutz, – disse il giovanotto. – Come torna spesso quel nome. Mischiando il ricordo al desiderio -. Si alzò in piedi di colpo. Guardò l’oceano. – Sybil, – disse, – sai cosa faremo adesso? Cercheremo di acchiappare un pescebanana.
– Un cosa?

qui il racconto

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travels in the scriptorium

giugno 12, 2010 at 22:40 (libri)

2007, paul auster

un piccolo grande romanzo, 130  pagine di fiato sospeso, ma sospeso piano, perchè auster  costringe il lettore a spiare mr blank in silenzio e  con apprensione.

[Even if he knew he was being watched, it wouldn’ t make any difference. His mind is elsewhere, stranded among the figments in his head as he searches for an answer to the question that haunts him.]

Il lettore, insieme allo scrittore, si fa una sfilza di domande – che, cosa, quando – e la risposta di auster è:

[With any luck, time will tell us all. For the moment, our only task is to study the pictures as attentively as we can and refrain from drawing any premature conclusions.]

Auster guida il gioco con una mano ferma ma categorica e continua, pagina dopo pagina,  avanzando supposizioni, ipotesi, probabili spiegazioni, soprattutto, procede facendo domande. 

[The pictures do not lie, but neither do they tell the whole story.]

si respira – meglio,  si soffoca – la stessa atmosfera anche in  città di vetro, il primo romanzo di

trilogia di new york

altra storia, invece, è

l’invenzione della solitudine

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jeff beck, nessun dorma

giugno 12, 2010 at 21:45 (musica)

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the crying game

giugno 11, 2010 at 23:06 (musica)

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la repubblica e il manifesto di oggi

giugno 11, 2010 at 12:21 (Uncategorized)

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roberta

giugno 10, 2010 at 23:20 (songs)

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