somewhere

settembre 11, 2010 at 23:55 (film)

sofia coppola, 2010

Le sequenze sono ingiustificatamente lunghe, i dialoghi sono inesistenti e questo andrebbe pure bene se ci fosse altro a suggerire i sentimenti   e a tracciare  i percorsi emotivi. Invece non c’è niente, tranne qualche scena – troppo lunga – in cui la regista ironizza  sui gusti e le abitudini  sessuali del protagonista e una scena che suggerisce appena, senza essere poi sviluppata, la  magia profonda che segna il rapporto tra un padre e una figlia: la scena fa sperare che il film, finalmente,  si stacchi dal binario piatto su cui scivola lentamente e si libri acquistando spessore. Niente. Un film in cui non c’è niente. Quello che non si capisce, poi, è la  puntata italiana del protagonista a milano, dove viene premiato con il telegatto  e dopo  i festeggiamenti riservatigli dagli organizzatori della trasmissione se la dà a gambe velocemente: fugge dalla presentatrice simona ventura? da valeria marini che gli balla addosso? da laura chiatti  che gli piomba nella suite in piena notte? oppure sofia coppola ha voluto fare  una metafora: fugge da questa televisione italiana? Difficile, davvero difficile pensare che sia la stessa mano di lost in translation. E ha pure preso il leone d’oro!

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