illegal, la recensione di franco

novembre 24, 2010 at 21:27 (film)

2010,  Olivier Masset-Depasse

Il film in questione merita assolutamente e va, secondo me, sostenuto, visto che è uscito in modo assolutamente inadeguato al suo valore (2 sole sale a Roma, Greenwich e Mignon).  Si tratta del belga “Illégal” di Olivier Masset-Depasse, un film stupendo e fortissimo (emotivamente), recitato in maniera magistrale dalla belga Anne Coesens, che recita la parte di una donna bielorussa… Il tema è l’immigrazione illegale e lo sfondo il girone infernale dei centri di detenzione temporanea. Come potrete, quindi, immaginare un film duro, durissimo, che entra direttamente in pancia e non ti lascia più. Erano anni, forse addirittura da “Persepolis” della Satrapi o da “Into The Wild” di Penn, che non mi emozionavo così per un film. E sfido anche il cuore più duro a rimanere con gli occhi asciutti davanti alla scena finale del film!
La macchina da presa rimane attaccata alla protagonista per tutto il film, seguendo i suoi sentimenti, i suoi sommovimenti, le sue gioie e i suoi immensi dolori… la prova d’attrice è davvero incredibile (ma perché in Italia non facciamo film così e non abbiamo attori così?!?!?). Lo stile è una sorta di mix tra Ken Loach e i belgi Dardenne. L’emozione scaturisce dalla realtà ed è più forte proprio perché il film è asciutto e dall’approccio semi-documentaristico. Sembrerà retorico ma è un film che ti cambia, quando esci ti senti un’altra persona e soprattutto capisci come le nostre ricche società occidentali si siano trasformate in società molto simili a società totalitarie, dove la democrazia è un involucro vuoto. E un’altra cosa importante: come tutti i giorni sfioriamo (in senso letterale), ignari, tragedie immani che non conosceremo mai…
Ma non mi dilungo oltre…
Ecco alcune recensioni:
http://film.35mm.it/illegal-2010/recensioni/115259.html
http://www.mymovies.it/film/2010/illegal/
http://www.recensionifilm.com/film/i/Illegal.htm
Per chi vorrà e potrà…

…buona visione!!!!

Permalink Lascia un commento

noi credevamo, la recensione di Franco

novembre 23, 2010 at 22:51 (film)

Dopo molto tempo eccomi di nuovo a mandarvi una piccola recensione cinematografica, per un piccolo grande film, dalla travagliata storia produttiva e distributiva, “Noi Credevamo” di Mario Martone… è un film complesso, lungo (due ore e mezza), a volte anche impegnativo nella sua ricchezza di luoghi, situazioni, citazioni, rimandi…
Ma è un film bellissimo, ricco, che riesce ad appassionare per un tema, il Risorgimento italiano nell’ambito dei moti insurrezionali europei del XIX secolo, che, ammettiamolo, a scuola tutto era tranne che appassionante!!!! 😀
Con gli amici con cui l’ho visto siamo stati ore a discutere sul film appena visto, sulle sue caratteristiche, sui singoli episodi narrati, alcuni a volte, è vero, un po’ criptici (ma la versione per i cinema, di due ore e mezza, come detto, pur lunga è una versione “accorciata” rispetto a quella presentata alla Mostra del Cinema di Venezia… quindi può darsi che la versione “lunga” potrà spiegare gli aspetti meno chiari della pellicola…)… insomma, un film che smuove, interessa, interroga, stimola la discussione, appassiona, divide, indigna, piace moltissimo o viene odiato e criticato aspramente… da quando non vediamo un film italiano con queste caratteristiche?!?!? Da molto!!!!!!
Vi invito, quindi, a vederlo… e magari a mandarmi a quel paese se non vi sarà piaciuto!!!!! 😀
Ecco tre link ad altrettante recensioni del film:
http://film.35mm.it/noi-credevamo-2010/recensioni/114721.html
http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20101112/pagina/12/pezzo/291129/
http://www.cineblog.it/post/24314/venezia-2010-noi-credevamo-la-recensione-del-film-di-mario-martone
Per i romani il film a Roma è all’Eden, all’Eurcine, al Fiamma, all’Intrastrevere, al Madison (dove l’ho visto io) e al Roxyparioli…

 

Permalink Lascia un commento

falling man

novembre 23, 2010 at 00:53 (libri)

2007, don delillo

DeLillo racconta l’11 settembre dentro la vita dei sopravvissuti,   una storia a più voci e più pensieri incrinati dagli aerei che si sono schiantati sulle torri. Che cosa pensano le donne, gli uomini, i bambini di new york, che cosa fanno per convivere con quello che è successo…

“People read poems. People I know, they read poetry to ease the shock and pain, give them a kind of space, something beautiful in language, ” she said, “to bring comfort or composure. I don’t read poems. I read newspapers. I put my head in the pages and get angry and crazy.”

“There’s another approach, which is to study the matter. Stand apart and think about the elements,” he said. “Coldly, clearly if you’re able to. Do not let it tear you down. See it, measure it.”

“Measure it,” she said.

“There’s the event, there’s the individual. Measure it. Let it teach you something. See it. Make yourself equal to it.”

Una scrittura che non si commenta.

Permalink 1 commento

la manomissione delle parole

novembre 23, 2010 at 00:19 (libri)

2010, gianrico carofiglio

“è necessario smontarle e controllare cosa non funziona, cosa si è rotto, cosa ha trasformato meccanismi delicati e vitali in materiali inerti. E dopo bisogna montarle di nuovo, per ripensarle, finalmente libere dalle convenzioni verbali e dai non significati.”

Carofiglio si fa aiutare da  wittgenstein, orwell, auster, lewis, don milani, calvino  a costruire il suo saggio sulle parole,  sulla loro manomissione.  E, da magistrato, spiega come abusare delle  parole permette di  far passare una prescrizione per un’assoluzione.

Permalink Lascia un commento

i fratelli servillo

novembre 21, 2010 at 18:28 (attori/attrici)

Permalink Lascia un commento

giuseppe cederna

novembre 21, 2010 at 18:12 (attori/attrici)

uno dei nostri più grandi e carismatici attori, quando legge la poesia di kavafis

itaca (costantino kavafis)

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d’ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
– raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

 

e  quando si innamora di vassilissa, mediterraneo (1991, gabriele salvatores)

Permalink Lascia un commento

happy birthday

novembre 21, 2010 at 17:39 (Uncategorized)

Permalink Lascia un commento

eduardo de filippo, 1955

novembre 20, 2010 at 22:23 (attori/attrici, teatro)

miseria e nobiltà all’odeon di milano

Permalink Lascia un commento

antonio scurati e piazza della loggia

novembre 20, 2010 at 15:05 (Uncategorized)

Permalink Lascia un commento

I know what I like

novembre 20, 2010 at 00:04 (musica)

Permalink Lascia un commento

Next page »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: