palazzo farnese a roma

marzo 31, 2011 at 22:27 (pittura)

diana ed endimione, dalla galleria dei carracci ( tra il 1597  e il  1605)

 Endimione è figlio di zeus e calice, di cui il mito fornisce versioni differenti. Talora lo si volle come re dell’elide e padre di tre figli, tra cui etolo, eroe eponimo dell’etolia, o come bellissimo pastore. Un’altra tradizione lo designa come amante di selene. La dea avendolo visto dormire nella grotta di latmos se ne innamorò; lo baciò sugli occhi e svegliandosi le diede cinquanta figli. Selene chiese ed ottenne che per il resto dell’eternità endimione seguitasse a dormire senza mai perdere la giovinezza; fu così che la dea poté continuare a baciarlo e carezzarlo senza più incorrere nella maternità.

e diana (artemide per i greci) è figlia di zeus e latona, sorella di apollo, il cui nome è di probabile provenienza asiatica. L’immagine classica l’identifica come personificazione della natura. Nel pensiero antico la natura era un’entità misteriosa tanto benevola quanto demoniaca e artemide ne rappresentava la parte lucente e vibrante. La sua figura presenta numerose somiglianze con apollo, la cui purezza e distanza sono la conseguenza di un virile atto di razionalità. Artemide invece deve la sua distanza all’idealizzazione della propria femminilità, per cui la si crede vergine eterna. Celebre l’inno omerico in cui viene così descritta: artemide pure, la rumorosa dea dal fuso d’oro mai cedette all’amore di afrodite, dal dolce sorriso.  A riprova della sua integrità morale, vi è il famoso episodio in cui fece sbranare dai suoi cani atteone, colpevole di averla spiata nuda. Fu patrona della castità e le furono consacrati l’arco e le frecce; si aggirava per le foreste in compagnia delle fedeli ninfe con le quali soleva danzare sui prati in fiore. Proteggeva e cacciava gli animali, mostrando proprio come la natura i due volti di amore e crudeltà. Uccideva senza procurare sofferenza come il gemello, e amava le sue accompagnatrici come sorelle; se però una di loro commetteva l’errore di farsi prendere dall’amore, veniva prontamente scacciata. Procurava la sofferenza delle doglie, ma assisteva le donne nel parto, consigliandole poi nell’educazione dei figli. Era anche considerata una dea lunare, e nel mondo romano fu assimilata a diana che, al posto di selene, era l’amante di endimione. 

dal dizionario mitologico

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per l’acqua pubblica

marzo 29, 2011 at 23:42 (Uncategorized)

le foto sono di franco

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no nucleare!

marzo 27, 2011 at 01:07 (Uncategorized)

foto: mc

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loris stein e david foster wallace

marzo 27, 2011 at 00:41 (libri)

loris stein, editor, direttore di paris review, in un’intervista su repubblica di oggi, 26 marzo 2011:

[…] lei voleva diventare uno scrittore, ma quando lesse Infinite jest di david foster wallace ci rinunciò. 

[…] Ci sono grandi autori che ti fanno credere che  scrivere sia semplice. […] Li leggi e dici: “Grande ! Anche io devo fare così”.  Ma è un’illusione: portare a termine un romanzo non è cosa facile. Altri, infatti, tra cui Tolstoj e la Woolf, ti fanno subito capire che la scrittura è una faccenda complicata. Per mia fortuna, anche Foster Wallace rientra in questa seconda categoria

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Interrogative mood. Romanzo?

marzo 26, 2011 at 00:44 (libri)

padgett powell, 2009

Le persone che asseriscono di sapere cosa sia un frattale hanno una  marcia in più di quelle che confessano di non saperlo? (pag. 24)

Ti rendi conto che il colombo viaggiatore europeo,  meglio noto come piccione, rappresenta una delle più riuscite invasioni globali nella storia dell’adattamento animale?  (pag. 31)

Credi che davvero un uomo abbia mai potuto dire seriamente Cogito ergo sum, senza scoppiare a ridere?  (pag. 52)

 Sei curioso di sapere cosa farò con le risposte che mi hai dato?  Credi che potrei ricavarne un qualche tuo “profilo” significativo?  (pag. 64)

Usi abitualmente la parola parametro e ti accompagni a gente che la usa?  (pag. 65)

Non sai nulla del balletto dello Schiaccianoci o appartieni al sorprendente numero delle persone che ogni anno assistono al  balletto dello Schiaccianoci? (pag. 96)

Ti fidi o non ti fidi delle persone  che dicono “le caramelle sono troppo dolci per me”? (pag. 105)

Diresti che la civiltà è un protocollo, o meglio una serie di protocolli grandi e piccoli, racchiusi uno dentro l’altro come le matrioske russe? (pag. 105)

Usi termini come “triangolazione” ed “estrapolazione” quando non parli di matematica? (107)

Ti fai rispettare dai prepotenti oppure sai come ci si dovrebbe comportare con loro ma non lo fai?  (pag. 108) 

jonathan safran foer  forse ha esagerato, nella copertina di Interrogative mood, a dire “Questo libro brucerà i malcapitati volumi che si troverà a fianco sulla  libreria”. Certo, però, che le domande – soltanto domande per 138 pagine – si rincorrono in maniera geniale, alternando ironia, demenzialità, banalità, profondità, saggezza. E, comunque, descrivono,  punto interrogativo per punto interrogativo, paure, fobie, manie, modi di dire, di fare, battute del nostro tempo.

Romanzo? NO. Materiale da romanzo SI.

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I got you babe

marzo 24, 2011 at 17:08 (songs)

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happy birthday

marzo 24, 2011 at 13:53 (songs)

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jonathan franzen, libri come

marzo 23, 2011 at 20:18 (libri)

non è facile fare domande a uno scrittore sui suoi libri: così  ha concluso il presentatore dell’incontro con jonathan franzen;  ma forse sarebbe meglio non farle proprio le domande e lasciare che l’autore si lasci andare alle sue riflessioni

quanto c’è di autobiografico nei suoi libri?  suo padre, il birdwatching, sua madre, i suoi problemi?  NO, risponde franzen, l’autobiografia inizia proprio dove finisce l’autobiografia e dove la finzione fa scoprire il vero io, quello che lo scrittore è.

quale è il rapporto tra il destino e le sue storie? non capisco niente di filosofa, posso parlare di hegel in un party affollato  ma appena la confusione diminuisce cambio discorso.

che cosa è successo con harpercollins?  it was discovered to be an earlier draft which contained a number of typesetting errors.

che cosa pensa dell’intervento in libia? Although… perché mi fido di obama. Clinton ha studiato a yale ma non poteva concepire che una frase contenesse due riflessioni contrapposte.

e david foster wallace?  franzen smette di giocare e ricorda con dolore e rabbia la morte di dfw.

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fragments di peter brook da samuel beckett

marzo 20, 2011 at 22:49 (teatro)

peter brook & marie-hélène estienne dirigono hayley carmichael, bruce myers e yoshi oida nello spettacolo “fragments”,  testi di samuel beckett.  I testi di beckett non sono coinvolgenti, a parte il monologo di hayley carmichael che comunica l’ossessione dondolandosi in modo ripetitivo su una sedia  e il fragment finale  che vede i tre attori mascherati.

Ma non è per i contenuti dei frammenti che questo spettacolo merita di essere visto.

È per gli attori: bruce myers e yoshi oida sono stati ganesha e drona nel mahābhārata, diretti da peter brook. ATTORI! Una recitazione che nessun aggettivo può qualificare. ATTORI e basta!  

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un taxi chiamato fedeltà

marzo 20, 2011 at 20:41 (libri)

patti kim, 1997

la nostalgia, il dolore per la vita vissuta in un paese altro dal proprio, raccontati da una ragazzina: i ricordi della sua prima infanzia scorrono sulle pagine del libro come immagini in un film.  Il pregio di questo romanzo – il primo e, per ora, unico della giovanissima patti kim –   è la sua scrittura cinematografica che ci fa vedere  – continuamente – lo squallore della casa di arlington, virginia, con i suoi maleodori, la scuola non amata e poi i giochi e i giorni felici a pusan, corea, con i suoi cibi e le sue  leggende.

Il dolore per la vicenda di cui è vittima, insieme alle umiliazioni – grandi e piccole – riservate a chi, come lei,  è straniero nel paese in cui vive, studia e lavora  indicano alla piccola coreana – continuamente scambiata per cinese – la strada per costruire il suo futuro e patti kim, con questo romanzo autobiografico,  testimonia la sua ricerca con una straordinaria facilità narrativa.

pubblicato da  66THA2ND

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