the tree of life, il 27 maggio

aprile 30, 2011 at 21:51 (film)

2011, terrence malick

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franco ha visto route irish

aprile 28, 2011 at 17:35 (film)

Eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a consigliarvi un altro film… è il nuovo film di Ken Loach, “Route Irish”, tradotto da noi “L’Altra Verità”, uscito un po’ alla chetichella…


Avevo letto da tempo (il film è stato presentato l’anno scorso a Cannes) critiche abbastanza negative sul film (un Loach “minore”, che punta troppo sulla spettacolarità, un film troppo manicheo ecc.), così sono andato al cinema senza aspettarmi granché e, forse anche per questo, il film mi è invece piaciuto… Sarà che sono un fan sfegatato del regista, uno dei miei preferiti in assoluto, anzi forse il primo della lista, però i giudizi che ho appena riassunto sono davvero ingenerosi!!!!
Sicuramente non è da annoverare tra i suoi film migliori o più riusciti ma è comunque un bel film…
Il tema?!?! La guerra in Iraq e suoi sporchi retroscena… non voglio raccontarvi nulla di più, il film è quasi un thriller, la trama è molto importante e piena di colpi di scena, per cui non voglio rovinarvi l’eventuale visione…
Forse l’unico difetto che ho trovato è una certa dose di ambiguità su certi aspetti, ma non posso parlarne senza svelare troppo…
Se lo vedrete se ne può parlare dopo…
Ecco una scheda del film:
http://film.35mm.it/l-altra-verita-2010.html
Io l’ho visto in originale con sott. al Nuovo Olimpia… è incredibile il numero di “fuck” che dicono, lo usano come intercalare… ovviamente nessun “fuck” è stato tradotto nei sottotitoli!!!!!!! 😀

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3:10 to yuma

aprile 25, 2011 at 21:51 (film)

delmer daves, 1957

elmore leonard ha iniziato con i racconti western e il cinema ha attinto alle sue opere. 

3:10 to yuma  è un western in cui le pistole lasciano il posto all’ironia, alla correttezza tra i due protagonisti –  il buono e il cattivo –  e un grande glenn ford impersona un bandito pensoso, ironico,  capace di rispettare l’uomo che lo sta portando in prigione, in un mondo in cui vige ancora la vendetta personale e lo sceriffo deve assoldare  uomini per combattere i banditi che razziano il bestiame e spadroneggiano nei primi insediamenti vicino alle stazioni.

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amor dammi quel fazzolettino

aprile 24, 2011 at 20:41 (songs)

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bella ciao

aprile 24, 2011 at 20:33 (songs)

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il sogno di walaceck

aprile 23, 2011 at 18:22 (libri)

giovanni orelli, 1991

l’autore prende un dipinto di paul klee, alphabet I, e la  finale di coppa svizzera giocata  tra il grasshoppers di zurigo e il servette di ginevra, subito dopo  l’annessione dell’austria da parte della  germania.  Questi due episodi danno il via a una sequenza di riflessioni, pensieri che si agganciano uno all’altro e raccontano l’orrore nazista, l’utilizzo del calcio da parte del potere, la morte di  sindelar,  un giocatore nato nell’impero austroungarico che si ritrova, dopo l’anschluss, a giocare sotto le bandiere uncinate.

alphabet I, paul klee

Il professor giovanni orelli, filologo e umanista, ha una scrittura moderna, costruita su associazioni e riferimenti che vanno dal  calcio, alla poesia, alla pittura, alla politica. Una scrittura difficile, colta, coinvolgente. 

 intervista  di Giuliano Boraso | Oblique Studio 2011,  “Contro la monotonia del negativo”, Conversazione di riscaldamento con Giovanni Orelli

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route irish

aprile 22, 2011 at 23:25 (film)

2011, ken loach

da un iniziale equilibrio tra la vicenda personale del protagonista  e  la denuncia della guerra, ken loach calca progressivamente la mano sulla crisi, il rimorso, il senso di colpa del contractor che ha lavorato in iraq.  E  così gli sporchi interessi che fioriscono all’ombra della guerra escono appannati per il prevalere del desiderio di vendetta e della violenza dell’ex soldato che ha perduto l’amico in iraq.

la recensione di franco

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un taxi chiamato fedeltà a libri come

aprile 17, 2011 at 00:37 (film)

susanna nirenstein e milena santerini parlano di patti kim e del suo libro 

i sentimenti e il disagio dei ragazzini costretti a vivere in un paese diverso da quello in cui sono nati e poi, crescendo, i problemi di identità: orientale? occidentale?  nell’incontro si racconta di uno di questi ragazzi: gli  è stato chiesto se  si sentisse orientale oppure  occidentale e lui ha risposto che sarebbe stato come chiedergli di scegliere tra sua madre e suo padre.

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david grossman a libri come

aprile 17, 2011 at 00:10 (libri)

david grossman ha il coraggio del dialogo in un paese in guerra da sempre e nella scrittura trova la forza di resistere alla guerra e al dolore e lo spiega all’auditorium  ” scrivere bene, scrivere le parole giuste…”

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zygmunt bauman a libri come

aprile 17, 2011 at 00:01 (libri)

zygmunt bauman racconta l’episodio di una sua premiazione dove,  alla richiesta dell’inno nazionale da suonare, bauman chiede di far suonare l’inno europeo. E contro tutti i luoghi comuni e le generalizzazioni sull’età, l’ultra ottantenne bauman racconta facebook.

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