vesuvio, spaccanapoli

luglio 29, 2011 at 10:43 (musica)

dall’album lost souls

ripreso anche da un episodio dei sopranos

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gli irripetibili anni ’60

luglio 24, 2011 at 23:14 (Uncategorized)


i barili di petrolio dipinti da christo, 1968


emilio tadini, 1969

i mobiles di alexander calder, la tela tagliata di fontana, le foto di ugo mulas,
la scatola scandalosa di piero manzoni, 1961

La mostra mette in luce l’attività dello studio marconi, inaugurato nel 1965 a milano da giorgio marconi, luogo di incontro tra new york, londra e milano.

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la versione di barney, il film

luglio 23, 2011 at 22:24 (film)

richard j. lewis, 2010

era scontato: niente a che vedere con il libro! paul giamatti e barney sono diversissimi – uno è cialtrone, l’altro è cinico; il regista, privilegiando alcuni aspetti del romanzo di richler, a scapito di altri, racconta un’altra storia. Perfino il finale – così spiazzante nel romanzo – sullo schermo è annacquato.

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I’m your man

luglio 23, 2011 at 02:07 (musica)

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google per alexander calder

luglio 22, 2011 at 11:36 (Uncategorized)

oggi google ricorda alexander calder, a gennaio 2010 c’è stata una bellissima mostra a roma

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harry potter: it all ends

luglio 20, 2011 at 11:31 (film)

Professor Severus Snape: You have performed extraordinary magic with this wand, my Lord, in the last hours alone.
Lord Voldemort: No, I am extraordinary, but the wand… it resists me.

La storia, ormai, è scontata e piena di luoghi comuni, le battaglie occupano troppo spazio rispetto ai dialoghi…ma gli effetti speciali – quasi tutti già visti – sono sempre divertenti.

Imperdibili gli incantesimi e le maledizioni: in latino, pronunciato con accento inglese…

protego maxima
expelliarmus
expecto patronum
protego totalum
imperius
confundus

qui tutti gli incantesimi spiegati film per film

e poi il binario a king’s cross st.

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titanic

luglio 18, 2011 at 22:01 (musica)

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i muscoli del capitano

luglio 18, 2011 at 21:53 (musica)

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mandela day 2011

luglio 18, 2011 at 12:41 (Uncategorized)

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scibona, la fine

luglio 18, 2011 at 12:37 (libri)

il libro non delude le aspettative suscitate dalla lettura delle prime cento pagine.
Non delude il suo modo di raccontare “Sai che ti dico, ne capisco abbastanza da riuscire a perdere il filo”.
Non delude la storia dello sradicamento di più generazioni dalla loro terra di origine, dello strappo da affetti lasciati e, spesso, mai più ritrovati.
Scibona, origini siciliane, vita e studi a cleveland, lascia che le parole e i pensieri del suo dialetto perduto scivolino e si confondano con la lingua inglese, come per dimostrare l’impossibilità di cancellare le sue radici.
Una storia grande e drammatica, piena del dolore sordo e silenzioso dei suoi protagonisti, accompagnata dai pensieri e dalle riflessioni incessanti dell’autore, riflessioni profonde e originali.

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