usain bolt, falsa partenza

agosto 29, 2011 at 15:07 (sport)

pietro mennea, grandissimo atleta sui 100, 200, staffetta, ha detto che chi ha imposto la regola per cui si squalifica alla prima falsa partenza non ha mai corso una gara, neanche di condominio!
E perchè tutti i commentatori, nell’introdurre la falsa partenza, devono dire che è bolt è un guascone!

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gli scali del levante

agosto 29, 2011 at 14:20 (libri)

1996, amin maalouf

una storia d’amore contrastata dall’odio e dall’intolleranza; giulietta e romeo separati, non da un balcone ma  dai 150 chilometri di costa che uniscono – dividono – beirut e haifa; maalouf scrive di rispetto e di amore, non soltanto, tra i due giovani – lui musulmano, lei ebrea – ma anche tra i genitori, i figli, i fratelli, gli amici. Ed è una storia profondamente commovente.

 maalouf ha scritto anche Il periplo di Baldassarre

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il periplo di baldassarre, finito di leggere

agosto 27, 2011 at 20:05 (libri)

Questo romanzo è un viaggio nei territori della tolleranza, del dialogo e della saggezza. E dell’amore profondo e sensuale. Un racconto suadente che usa i colori, i sapori e i profumi dell’oriente per soggiogare  e legare  il lettore, pagina dopo pagina.

La narrazione è  visivamente e sensualmente  potente, così appagante che il romanzo avrebbe potuto raccontare qualunque cosa. I temi, invece, sui quali maalouf impegna il lettore sono  importanti: religione, fanatismo, amore, e questo crea un’aspettativa non completamente soddisfatta. Inevitabilmente, alle ultime pagine, nonostante il fascino di  panedatteri,  frutta secca per non soffrire il mal di mare, nonostante le  stoffe d’oro e d’argento  che fanno dire a marta “mi hai regalato il sole e la luna”, nonostante baldassarre e le sue profonde, sapienti considerazioni, il lettore vuole sapere come e perché le storie  si chiudono nel modo in cui si chiudono. Su questo maalouf è poco convincente.

Ma, nonostante il finale,  il libro è qui, imperdibile:

Avevo bisogno dell’occhio di un gioielliere rotto ai falsi scintillii e capace di cogliere quelli veri. (pag. 71)

E perché insistere su ciò che ci distingue quando lui stesso non cessa di mettere in evidenza le cose che ci avvicinano? (pag. 74)

Un cristiano e un ebreo guidati sulla strada del dubbio da un poeta musulmano cieco? Ma c’era più luce in quegli occhi spenti che nel cielo dell’Anatolia.  (pag. 75)

Gli ho chiesto di preparare per Marta il profumo più sottile che una signora abbia mai portato. […] L’uomo si è chiuso nel retrobottega, poi ne è ritornato con uno splendido flacone verde scuro, panciuto come un pascià prima del riposo pomeridiano.  Si sentiva l’aloe, la viola, l’oppio ed entrambe le ambre.   (pag. 103)

Se potessi rivivere questa giornata, lo farei diversamente. Niente confessioni, né annunci solenni. Ma che importa! Quel che è fatto è fatto! Non si contempla mai la propria vita dall’alto di un monte. (pag. 106)

Forse avrei dovuto attendere che le emozioni si depositassero sul fondo di me stesso, sul pavimento della mia anima, come i fondi di caffè in una tazza. (pag. 163)

Un giorno dovrò proprio imparare a essere ingiusto, senza preoccuparmi del rimorso. (pag. 171)

Inoltre sono abituato a contemplare il mare e, se un giorno dovessi allontanarmene, ne avvertirei la mancanza. è vero che non mi sento a mio agio sulle navi, che preferisco avere sotto i piedi la terraferma, ma vicino al mare!  Ho bisogno dei suoi odori pungenti! Ho bisogno delle sue onde che muoiono e nascono e muoiono! Ho bisogno che il mio sguardo si perda nella sua immensità. Immagino che ci si possa accontentare di un’altra immensità, quella della sabbia del deserto, o quella delle pianure innevate, ma non quando si è nati dove sono nato io e quando si ha del sangue genovese nelle vene. (pag. 251)

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il periplo di baldassarre

agosto 22, 2011 at 23:14 (libri)

amin maalouf, 2000

pag. 68
Per via della mia professione e per curiosità naturale, anch’io ho letto qualche libro sulle varie religioni attuali e su quelle antiche dei ramni e dei greci. E così siamo arrivati a compararne i rispettivi meriti, senza che nessuno di noi criticasse la religione dell’altro. Soltanto quando ho detto, durante lo scambio, che a mio parere uno dei precetti più belli del cristianesimo era:”Ama il prossimo tuo come te stesso”, ho notato che Maimonide ha avuto un moto di sconcerto. Siccome lo incoraggiavo in nome della nostra amicizia – e anche dei nostri dubbi comuni – a dirmi fino in fondo il suo pensiero, mi ha confessato:
“Questa raccomandazione a prima vista sembra irreprensibile. Comunque, ancora prima di essere detta da Gesù, è presente in un contesto analogo nel Levitico, al capitolo 19. Tuttavia suscita in me alcune perplessità.”
“Cosa le rimproveri ?”
“Considerando cosa fa la maggior parte della gente della propria vita, considerando cosa fa della propria intelligenza, non ho affatto voglia di essere amato come amano se stessi.”
Volevo rispondergli, ma lui ha alzato una mano.
“Aspetta, c’è una cosa che preoccupa di più, a mio avviso. non si potrà mai impedire a certe persone di interpretare questo precetto con più arroganza che generosità: ‘Quello che è buono per te, dev’essere buono per tutti gli altri.’ Se tu ritieni di possedere la verità, devi riportare sulla dritta via le pecore smarrite, e con qulasiasi mezzo: da qui i battesimi forzati che hanno dovuto subire i miei antenati a Toledo, un tempo. Quella frase, vedi, l’ho sentita più spesso dalla bocca dei lupi che da quella degli agnelli. Per questo motivo ne diffido, perdonami…”
“Codesta dichiarazione mi sorprende… Non so ancora se debba darti ragione o torto. Bisogna che ci rifletta… Avevo sempre pensato che questa fosse la frase più bella…”
“Se cerchi la frase più bella di tutte le religioni, la parola più fantastica che sia mai uscita dalla bocca di un uomo, non è quella, ma un’altra. E’ sempre Gesù che l’ha pronunciata. Non l’ha ripresa dalla Scritture, gli è venuta dal cuore.”
“E qual è ?”
Ero in attesa. Maimonide ha fermato per un attimo il mulo, per dare alla citazione un tono solenne:
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra.”

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make someone happy, jimmy durante

agosto 22, 2011 at 15:48 (songs)

Make someone happy, make just one someone happy.
Make just one heart the heart you sing to.
One smile that cheers you, one face that lights when it nears you.
One gal you’re everything to.
Fame, if you win it, comes and goes in a minute.
Where’s the real stuff in life to cling to?
Love is the answer, someone to love is the answer.
Once you’ve found her, build your world around her.
Make someone happy, make just one someone happy
And you will be happy too.

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roman holiday

agosto 21, 2011 at 15:14 (film)

1953, william wyler
gregory peck e audrey hepburn

wikipedia
In una delle scene più famose, Joe, Anna e Irving visitano la Bocca della Verità. Il momento in cui Gregory Peck infila la mano nella bocca, facendo finta di averla persa, nascondendola nella giacca non era preventivata. Fu una trovata dell’attore che non aveva, però, avvisato la Hepburn. La reazione dell’attrice che possiamo vedere nel film, mentre grida e cerca di aiutare Peck è reale.

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modern times, je cherche après titine

agosto 21, 2011 at 14:58 (attori/attrici, film)

1936, charlie chaplin

la monella gli scrive il testo della canzone sul polsino, il polsino al primo movimento gli scivola via e lui si inventa le parole in questo improbabile francese! Nonsense lyrics by charlie chaplin.

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shimbalaiê

agosto 14, 2011 at 18:59 (songs)

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wimoweh & flowers gone

agosto 10, 2011 at 16:30 (songs)

da una leggenda degli zulu sul loro ultimo re, chaka il leone: chaka non è morto quando sono arrivati gli europei, è andato a dormire e si sveglierà un certo giorno.

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knocking on heavens door

agosto 10, 2011 at 16:19 (musica)

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