hunger

aprile 29, 2012 at 00:05 (film)

2008, steve  mc queen

Il film racconta  lo sciopero della fame di bobby sands, il militante dell’IRA che organizzò la protesta dei detenuti del carcere di maze – 1981 – per rivendicare lo stato di prigioniero politico. La sua protesta lo porterà alla morte insieme a quella di altri nove detenuti.

Violenza, soprusi, umiliazioni si percepiscono in modo inequivocabile grazie all’uso di un potente linguaggio visuale  – inquadrature oppressive, colori cupi – rafforzato dall’essenzialità dei dialoghi essenziali  -; eppure steve mc queen ha scelto di non risparmiare alcun dettaglio allo spettatore, riportando, minuziosamente, tutti gli atti di violenza esercitati dalle guardie sui detenuti. Non ha tralasciato, anzi, ha indugiato anche sugli aspetti riguardanti le  dirty protests, cioé l’utilizzo artistico degli escrementi sulle pareti delle celle.

Il film avrebbe conservato la sua drammaticità e la sua efficacia anche senza  scendere in questi dettagli.

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il curioso caso di sidd finch

aprile 22, 2012 at 21:27 (libri)

1987,  george plimpton

sii sincero nella fine, anche se non c’è niente da finire; e pratica la fine anche se non c’è niente da praticare

sidd finch è un giovane inglese, aspirante monaco  buddista,  adottato da un antropologo scomparso sull’himalaya, suona il corno francese, imita i suoni della natura e può lanciare una palla da baseball a duecentosessantuno chilometri l’ora.

Si trova coinvolto in una vicenda  lontana dal suo mondo, un mondo  fatto di meditazione, esercizi e citazioni come quella riportata all’inizio: i new york mets lo scoprono e lo vogliono per la loro squadra;  è il 1985 e il lancio più veloce, mai registrato nel baseball professionistico, ci sarà soltanto nel 2010 e sarà di 105 miglia orarie, per mano di aroldis chapman, cincinnati reds; sidd – la doppia “d” in onore di siddharta – ha trascorso otto anni in tibet e l’offerta dei mets, con tutto quello che implica, lo getta nell’incertezza,  anche se gli permetterebbe di esercitare la potenza del suo lancio nel baseball.

 Sul suo percorso sidd incontra uno scrittore reduce dal vietnam, in crisi di creatività e una giovane surfista e  il loro curioso triangolo darà il via al romanzo, farà crescere e maturare le loro scelte.  

george plimpton, giornalista e scrittore morto nel 2003, co-fondatore della rivista letteraria newyorchese paris review, amico di ernest hemingway e bob kennedy, mescola realtà e finzione, introduce elementi tratti dalla cronaca e dalla storia del baseball, si fa spiegare il comportamento di un malavitoso da gay talese, dando uno spessore di “verità” all’incredibile storia di sidd.

Il risultato è un romanzo ricco di spunti che trasporta il lettore dalla ricca Inghilterra, con le sue scuole e le sue tradizioni, alle vette solitarie del Tibet, nei templi dove i monaci si ritirano a meditare e poi ancora sui campi da baseball e, attraverso i ricordi di sidd, anche nella musica.

 
dennis brain, concerto per corno e orchestra in mi bemolle maggiore mozart

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le premier homme

aprile 22, 2012 at 19:55 (film)

 2011, gianni amelio

“Ogni bambino contiene già i germi dell’uomo che diventerà”. Questo è il primo uomo secondo  l’insegnante di  jacques cormery, il protagonista del film di amelio. L’insegnante,  coerentemente con i suoi principi, convincerà la famiglia del piccolo cormery, nato ad algeri dai discendenti dei primi coloni francesi,  ad accettare la borsa di studio per proseguire gli studi. 

Dopo più di trenta anni – 1957 – cormery torna ad algeri e il suo viaggio ripercorre le strade della città occupate dai militari francesi e rivive gli anni della  sua infanzia: la madre succube della nonna dispotica, pronta a picchiarlo a ogni bugia  e il padre,  morto per la francia, nella battaglia della marna, nel 1914 quando lui aveva pochi mesi.

Ad algeri andrà a salutare il suo insegnante ed è ancora lui che,  dopo averlo incoraggiato a diventare scrittore lo invita, oggi, a scrivere romanzi  perché, sostiene, “la storia della russia la conosciamo da dostoevskij e tolstoj, non dai saggi”.

 Ad algeri, nel  1957, inizia la lotta del fronte di liberazione  contro la dominazione francese e lo scrittore cormery che torna nella sua terra è albert camus,   richiamato, dalla francia, dai suoi concittadini algerini per far pesare la sua parola a favore della giustizia e dell’uguaglianza e per una soluzione non violenta che permetta la convivenza tra musulmani e francesi, che garantisca a “sua madre” di poter restare ad algeri e vivere in pace.

gianni amelio adatta per lo schermo il primo uomo, il romanzo che camus non terminò a causa dell’incidente di auto in cui perse la vita e il risultato è un film serio, profondo, toccante, capace di raccontare la storia attraverso i volti e il dolore di coloro che l’hanno scritta.  Amelio punta sulla dimensione umana della tragedia algerina: il figlio del compagno di scuola musulmano e la madre, emigrante spagnola nell’algeria francese, povera e sfruttata come le donne povere musulmane con le quali, ormai, condivide, in pace, la sua vita.

 jacques gamblin e catherine sola  interpretano cormery/camus e sua madre in modo toccante, i loro sguardi su algeri restituiscono una città amata con struggimento e nostalgia.

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Il guggenheim, l’avanguardia americana 1945–1980

aprile 14, 2012 at 22:36 (pittura)

in mostra  opere profondamente diverse, accomunate dalla loro appartenenza ai  guggenheim museums.

jackson pollock, alexander calder, robert rauschenberg, andy wharol

orange disaster #5, 1963 

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arturo ghergo, fotografie 1930-1959

aprile 14, 2012 at 22:09 (Uncategorized)

il fotografo dei divi e dei nobili, studio a via dei condotti dove sono passati vittorio gassman, sophia loren, gina lollobrigida. massimo girotti; ma la foto che da sola vale una visita alla mostra  è la foto della locandina. L’unico commento che si può fare è ricordare  il caso paradine, gregory peck, alfred hitchcock, charles laughton  

 

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profumo di primavera

aprile 14, 2012 at 21:39 (Uncategorized)

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you can call me al

aprile 14, 2012 at 00:00 (musica)

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down on the corner

aprile 13, 2012 at 23:52 (musica)

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romanzo di una strage visto da onion

aprile 12, 2012 at 20:26 (film)

La ricostruzione storica del film è eccellente a mio avviso. Da ragazzo, per la famosa controinformazione, mi sono sempre documentato sulla strage di stato, che considero il punto di svolta e di partenza della mondezza istituzionale italiana.

Ho letto l’articolo di Calabresi e capisco il loro malcontento sui dettagli della personalità e su come avesse reagito. Anche se nel film Calabresi commissario ne esce bene, fra i pochi a capire il problema e anche a fare una specie di controinformazione. Non sapevo che Calabresi era fuori dalla stanza, non lo ricordavo forse. Sapevo del rapporto  con Pinelli. Come in tutti i suoi film Giordana rende bene  il momento storico, l’atmosfera, la pesantezza del clima. Sul fatto che non c’è il clima vs Calabresi di Lotta Continua va considerato che, in quel mare di problemi (tentativi di golpe, depistaggi, etc) questo era uno dei dettagli. Ma comunque, è l’unico processo andato avanti e senza assoluzioni.

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arthur rubinstein plays “la campanella”

aprile 9, 2012 at 21:49 (musica)

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