romanzo di una strage

aprile 1, 2012 at 00:54 (film)

2012, marco tullio giordana

Buona la prima!

L’impressione a caldo si è confermata quella giusta (a giudizio insindacabile  di chi scrive) e dopo la lettura dei giudizi di alcuni protagonisti dei fatti, la visione di qualche intervista e qualche scambio di battute, ecco quello che si può dire di questo film.

 Non è un film come tutti gli altri;  ogni articolo – a favore o contro –  esordisce con “piazza fontana è una ferita aperta”, soprattutto perché, e anche questo giudizio è largamente condiviso, l’orrore di quella strage, con le sue implicazioni,  si estende fino a oggi, con i danni e il degrado politico che sono sotto gli occhi di tutti.

 Quella bomba, uccidendo  a milano, ha ferito un intero paese, ha modificato il corso degli eventi sociali e politici e ha condizionato  – da ogni punto di vista –   la coscienza e la militanza politica di  più di  una generazione.

 Il film di giordana percorre i tre anni che vanno dal dicembre 1969, strage di piazza fontana, al maggio 1972, assassinio di luigi calabresi.

Per molti, il ’68, iniziò quel dicembre 1969, con quelle bombe che costrinsero la meglio gioventù a schierarsi, a urlare nelle piazze quello che pasolini scriverà sul corriere della sera “io so…”.

Non è un film come tutti gli altri. Ma è pur sempre un film e le interpretazioni, rielaborazioni, libere ispirazioni del regista producono scontento e delusione visto che, come dicono tutti, la ferita è ancora aperta.

Eppure giordana riesce a testimoniare – immagini e parole – gli aspetti decisivi per capire quei tre anni, l’odio, i conflitti, i misteri, i depistaggi,  l’arresto della nostra democrazia:

la strage fu di stato, non fu opera degli anarchici; pinelli non c’entrava e non si suicidò e calabresi non era nella stanza in quel momento (il film non lo dice ma l’inchiesta fu chiusa dal giudice gerardo d’ambrosio);  i due uomini si conoscevano e, pur trovandosi, in quegli anni di  contrapposizione radicale, su due parti diverse della barricata, si scambiarono anche dei libri (lo racconta mario calabresi nel suo libro spingendo la notte più in là  ).

Due parole sul film film: giordana ha arruolato alcuni degli  attori de la meglio gioventù  (2003) – gifuni, lo cascio – insieme ai bravissimi, mastandrea, tirabassi e favino: una scelta efficace.  Altro pregio è il racconto semplice e asciutto e l’inserto di immagini vere tra i volti e i dialoghi del film.

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