advise and consent

dicembre 19, 2012 at 23:56 (film)

The authority given by the U.S. Constitution to the Senate to ratify treaties and confirm presidential cabinet, ambassadorial, and judicial appointments.

Article II, Section 2, of the Constitution gives the president the right to negotiate foreign treaties and to nominate individuals to high-ranking government positions, including cabinet members, ambassadors, and federal judges.

However, these powers are conditioned upon the advice and consent of the Senate. The advice and consent requirement is an example of one of the checks and balances built into the Constitution. The provision seeks to limit presidential power.

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Questa clausola della costituzione degli stati uniti dà il titolo a un romanzo del 1959 con cui allen drury vinse il premio pulitzer  (1960).  Due anni dopo,  otto preminger ne trae  un film con lo stesso titolo (che in italia diventa, inspiegabilmente, tempesta su washington).

Il film di preminger, come il romanzo advise and consent,  guarda agli uomini politici americani di quegli anni per raccontare il potere  e i mezzi per ottenerlo e conservarlo.

Il presidente degli stati uniti sceglie un segretario di stato,   provocando una spietata lotta politica tra i senatori – favorevoli e contrari alla scelta  – e lo scontro è  così feroce da sfociare in una tragedia personale per uno dei protagonisti della vicenda:  un’esperienza omosessuale, fino a quel momento tenuta segreta,  diventa un’arma di ricatto,  alimentata dall’intolleranza dominante.  La minaccia di rendere pubblico questo aspetto della vita privata impedirà al senatore ricattato di portare avanti la propria battaglia politica.

Per la prima volta  un film americano tratta il tema dell’omosessualità, in un ambito politico e al centro di uno scontro di potere,  sfidando il codice hays,  il “production code” che specificava cosa fosse o non fosse considerato “moralmente accettabile” nella produzione di film .

Il film è drammaticamente   anticipatorio: il cinema americano – nel 1962 –  strappa  la maschera al potere e con semplicità e immediatezza, senza retorica, porta sullo schermo i ricatti, le  calunnie e le insinuazioni; rivela la disinvoltura con cui non si esita a distruggere, con  attacchi personali,  la vita privata di un uomo pur di  ottenere vantaggi personali o di partito.

Un conto è saperlo che il potere è fatto anche di ricatti,  calunnie e insinuazioni contro le persone. Altra cosa è vederlo sullo schermo, rappresentato dai volti popolari di henry fonda,  charles laughton, walter pidgeon, peter lawford.

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