the lady vanishes

marzo 31, 2013 at 22:00 (film)

alfred hitchcock, 1938

un giallo sul treno diretto a londra da un paese nei balcani, una signora scompare e la chiave sta in un motivetto da tenere a mente

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viggo mortensen

marzo 31, 2013 at 20:44 (attori/attrici)

Il signore degli anelli: aragorn, re elessar telcontar o grampasso,ISDA_Elessar

ultimo discendente di isildur ed erede al trono di gondor.

 

in witness, peter weir, 1985,   ha un piccolo ruolo:  un giovane della comunità hamish.

Il_testimone_film

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you never can tell

marzo 27, 2013 at 23:29 (film, songs)

 

You Never Can Tell by Chuck Berry

It was a teenage wedding, and the old folks wished them well
You could see that Pierre did truly love the madamoiselle
And now the young monsieur and madame have rung the chapel bell,
“C’est la vie”, say the old folks, it goes to show you never can tell

They furnished off an apartment with a two room Roebuck sale
The coolerator was crammed with TV dinners and ginger ale,
But when Pierre found work, the little money comin’ worked out well
“C’est la vie”, say the old folks, it goes to show you never can tell

They had a hi-fi phono, boy, did they let it blast
Seven hundred little records, all rock, rhythm and jazz
But when the sun went down, the rapid tempo of the music fell
“C’est la vie”, say the old folks, it goes to show you never can tell

They bought a souped-up jitney, ‘twas a cherry red ’53,
They drove it down to Orleans to celebrate the anniversary
It was there that Pierre was married to the lovely madamoiselle
“C’est la vie”, say the old folks, it goes to show you never can tell

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diamante

marzo 27, 2013 at 23:16 (songs)

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le cose brutte non esistono

marzo 27, 2013 at 19:44 (libri)

riccardo romani, 2013,  66thand2nd

Progetto1

“Gli Americani la usano in continuazione, specie quando non sanno più cosa dire, cioé quasi sempre. Whatever”

“Il nostro non è un rapporto, è un regolamento di conti.”

Un viaggio  negli stati uniti, per ricominciare,   si risolve in una scoperta del passato.

Il passato che il protagonista voleva cancellare.

Un romanzo molto bello che trae la sua forza da una vicenda privata – forse inventata, non importa – immersa, però, nelle drammatiche vicende  realmente accadute in europa all’inizio degli anni novanta.

Una scrittura leggera e intensa che non ha bisogno di parole per essere  lodata, basta leggere le brevi righe che aprono, in alto,  le pagine della  facciata destra:

Sono riemerso stremato e l’ho visto  uscire dalla mia vita da una porta secondaria.

Vorrei una seconda opportunità con Senida, ma non ricordo d’aver mai avuto la prima. 

 Hanno tutti recitato la parte alla perfezione.  Sono l’unico che ha pagato il biglietto. 

… e io non faccio altro che rimanere fermo sul posto.  La realtà mi è ormai alle calcagna.

…ma se fosse vero saprei trovare una soluzione.  Invece devo sperare che quella trovi me.

 

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los amantes pasajeros

marzo 25, 2013 at 15:58 (film)

pedro almodóvar, 2012

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pedro almodóvar è un grandissimo regista, i suoi film sono coinvolgenti, quando si ride e  quando si  piange; grondano  intelligenza, dissacrazione, disinibizione, ironia…questo film sui passeggeri del volo peninsula, diretto a città del messico,  non riesce a raggiungere, neppure in minima parte, lo spirito che anima i film precedenti.

Qualche sorriso. E, quanto al sesso,  troppo semplicistico far credere – o far sognare –  che sia così facile poter amare  chiunque, qualunque azione abbia compiuto,  dovunque si trovi.

Anche le favole rispondono a requisiti minimi di credibilità.

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storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

marzo 21, 2013 at 22:33 (libri)

luis sepúlveda    cop

storia di un’amicizia dall’autore di storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

un amico si prende cura di ciò che piace all’altro
un amico si prende sempre cura della libertà dell’altro
un amico capisce i limiti dell’altro e lo aiuta
 i veri  amici condividono i sogni e le speranze

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silver linings playbook

marzo 17, 2013 at 19:10 (film)

220px-Silver_Linings_Playbook_Posterdavid o. russell, 2012

 

bradley cooper è bravissimo, i suoi problemi (affetto da bipolarismo) sono raccontati con ironia e leggerezza, il film fa ridere e fa pensare; ma quello che resta di questo leggero film americano è il valore degli affetti,  il ruolo che la famiglia, l’amicizia, l’amore, possono svolgere se gli affetti sono veri e l legami non sono sostenuti da interessi, convenzioni, ipocrisie. 

E poi ci sono i dialoghi demenziali – farsi una strategia che veda i risvolti positivi – , le battute,  la colonna sonora (my cherie amour  di stevie wonder ha un ruolo chiave nel film)

 un ballo finale davvero coinvolgente

e un grande de niro nel ruolo di un padre americano.

Tratto dal romanzo silver linings playbook, di matthew quick

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la briscola in cinque

marzo 17, 2013 at 19:09 (libri)

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marco malvaldi, 2007

L’assassino, almeno per chi ama i gialli, si indovina qualche pagina dopo la scoperta del cadavere.

E tuttavia, questa intuizione non riduce minimamente il piacere della lettura.

Intanto, vale la regola di tanti gialli – un maestro è Alfred Hitchcock – in cui il divertimento non sta nello scoprire chi è l’assassino. Il lettore si appassiona perché deve capire, passo dopo passo, come il commissario di turno scopre il responsabile e perché è stato commesso il delitto.

Oltre a questo modo di presentare una storia di suspence, quello che diverte, nel giallo di Malvaldi,  sono i personaggi – i vecchietti seduti al bar di massimo, il barrista – con le loro irriverenti battute in dialetto e l loro instancabili pettegolezzi elevati a dignità di investigazione poliziesca.

Il delitto avviene in una piccola località della costa livornese, uguale a tutte le piccole località: il bar, centro di ritrovo dei villeggianti e dei turisti ma soprattuto dei vecchietti. Seduti ai tavoli,  tra chiacchiere e pettegolezzi di paese,  messaggi sui cellulari, massimo si lascia coinvolgere nel delitto al punto da diventare determinante per le indagini, grazie alle sue intuizioni e al suo spirito di osservazione.

Il racconto di malvaldi si sviluppa in modo così cinematografico che le immagini scorrono davanti agli occhi, pagina dopo pagina, come se il lettore fosse seduto al tavolo del  BarLume.

 

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don’t cry for me argentina

marzo 13, 2013 at 21:58 (Uncategorized)

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