la grande bellezza

maggio 26, 2013 at 21:35 (film)

paolo sorrentino, 2013

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La grande bellezza è quella di roma:  sontuosa,  elegante, distaccata,  rappresentata come soltanto un grande regista, quale è sorrentino, può e sa fare; nessun cedimento o indulgenza  verso i luoghi comuni  di cui fanno grande abuso, invece,  quasi tutti i registi che si occupano di roma.  Anche woody allen, capace di rappresentare manhattan in modo magico, non è riuscito a sottrarsi alle banalità più trite su roma (to rome with love).

E, comunque, parlando di roma, bisogna ricordare l’emozione che nanni moretti  – caro diariohabemus papam – e  ozpeteck – la  finestra di fronte – hanno regalato al cinema.

Alla grande bellezza di roma sorrentino contrappone la grande bruttezza e la meschinità  dei suoi personaggi,  uomini e donne che si muovono tra feste in discoteca e cene su terrazze con vista colosseo.

Sorrentino riesce a rendere  benissimo il contrasto tra  lo squallore, la volgarità dei suoi personaggi e la  dignità severa che trasuda da ogni mattone di roma.  Purtroppo, un grande come sorrentino avrebbe potuto raccontare quelle meschinità  diversamente, senza cadere, per i personaggi, negli stereotipi così brillantemente schivati per  l’iconografia di roma.

La caduta riguarda  la scelta degli attori,  tutti, a prescindere dal giudizio che si voglia dare sulla loro bravura, così profondamente segnati dai ruoli precedenti  da rappresentare ormai una caricatura; attori con una maschera che resta loro incollata  anche quando vestono altri panni:  l’ ingenuo perdente –  verdone – ,  la ruspante di buon cuore – ferilli -,  il sedutore da strapazzo – buccirosso -, la bellissima annoiata isabella  ferrari e tanti altri attori fino al grande, grandissimo  servillo, così grande che passa da  andreotti al camorrista, al principe delle feste romane variando soltanto piccoli particolari, troppo piccoli perchè si riesca a vedere, dietro la sua totalizzante personalità, il personaggio che sta interpretando.

Insomma, sorrentino ha scelto attori non credibili, che non riescono, neanche per un attimo, a farti dimenticare il loro nome e cognome.

Peccato: un grande regista, un brutto film, non all’altezza del talento di sorrentino.

Il talento di sorrentino – e del primo servillo – è già tutto in un film meraviglioso e quasi sconosciuto l’uomo in più.

Per non parlare del film con sean penn protagonista.

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un omaggio alla pace al femminile

maggio 25, 2013 at 00:02 (ballet)

una breve emozionante  performance nello splendido scenario dell’ara pacis, con

 l’immensa vetrata sugli alberi del lungotevere308459_10151439203291769_1249437735_n

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the great gatsby

maggio 24, 2013 at 23:37 (film)

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baz luhrmann, 2013

il romanzo di f.s. fitzgerald è un capolavoro e con i capolavori non si può giocare come il regista gioca in questo brutto  film: nelle feste di gatsby la musica è quella assordante delle discoteche, le inquadrature da una baia  all’altra e da long island a new york sono quelle che si usano nei film di fantascienza e leonardo di caprio sembra una caricatura…soltanto tobey maguire se la cava,  e, per chi ama new york, c’è l’arrivo a manhattan attraverso il queensboro bridge, ma non c’è niente della bellezza assoluta del romanzo di fitzgerald.

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il ponte di brooklyn ha 130 anni

maggio 21, 2013 at 17:35 (luoghi)

il ponte di brooklyn su repubblica.it

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No, i giorni dell’arcobaleno

maggio 16, 2013 at 15:35 (film)

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pablo larrain, 2012, da un racconto di antonio skarmeta

Il passato di un paese, soprattutto quando è un passato di dolore e di divisioni laceranti, è un patrimonio del presente soltanto se su quel passato c’è stata una riflessione comune che ha permesso di superarlo e di andare avanti. Chi lo ha vissuto direttamente o attraverso il racconto di altri non ha, oggi, un ricordo comune e un giudizio concorde. Ognuno ha la sua visione e puntella le sue convinzioni sul suo carico di dolore, sulle sue perdite. E quel passato – quel patrimonio di esperienze – dividerà ancora i protagonisti di allora e lascerà indifferenti coloro che non lo hanno vissuto. Perché todo cambia, il modo di percepire la realtà cambia anche a distanza di pochi anni e nessuno, giovane o vecchio, permette che la realtà sia rappresentata attraverso le lenti di qualcun altro. Questo non vuol dire cancellare la storia. Spiega, invece, perché è inutile invocare quei fatti quando c’è chi, di quei fatti, dà un’altra lettura o, non avendoli vissuti, li considera lontani dal suo oggi. Succede ancora in Italia quando si parla di resistenza: chi ha perso non riconosce la sconfitta, non riconosce che qualcuno stava dalla parte giusta e qualcuno, con le leggi razziali e con la guerra, stava da quella sbagliata. Il patrimonio di valori nato dalla resistenza non si perde se si smette di usarlo come parola d’ordine; si valorizza, invece, se diventa parte dell’insegnamento nelle scuole, ad esempio, o di azioni concrete nella costruzione del futuro. È questo che racconta il film No, i giorni dell’arcobaleno.

Quando Pinochet, nel 1988, è costretto dall’opinione internazionale a indire un referendum per legittimare la sua dittatura, le parole d’ordine della coalizione per il “No” sono un elenco di morti, torturati, desaparecidos, imprigionati. Sono parole di dolore e di paura che alimentano divisioni e sentimenti contrapposti: i cileni sono stati torturati, esiliati, privati degli affetti più importanti, ma ci sono anche i cileni che credevano che il socialismo di Allende avrebbe portato miseria, invece che libertà e giustizia. E poi ci sono i cileni che nel 1988 hanno 15, 20, 25 anni e a loro quei numeri non dicono niente. Il pubblicitario interpellato sulla campagna del “No”, risponde secco “è tutto qui?” suscitando il giusto sdegno di chi nel ’73, nello stadio della morte e delle torture, ha perso un genitore, un figlio, un amico. Non è tutto qui, il rifiuto di usare parole di morte e di paura per sconfiggere chi ha portato morte e paura nasce proprio dalla consapevolezza che il giudizio sul passato non è condiviso e che molti ignorano quel passato. Il dolore che unisce la coalizione del No si può trasformare nella speranza di un futuro diverso: “Chile, la alegría ya viene”. È molto, molto di più di una campagna, è più di un prodotto, come si esprime il creativo che poi si corregge, è un concetto: nessuno può rappresentare la realtà per tutti, anche se ha, dalla sua parte, buoni motivi per farlo.

Per non rendere inutili la morte, la tortura, l’esilio bisogna evitare che quell’orrore non torni. Non basta ricordarlo. “Chile, la alegría ya viene”

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il pilota

maggio 12, 2013 at 19:44 (songs)

Il pilota non porta mai
pensieri pesanti
che sarebbero già da soli
tutto carico in più.
Né sciarpe, occhiali e ricordi
lasciati distanti,
che la bestia è pesante da tirare su.

Con la nebbia di Milano
che gli morsica il culo
per allegria,
col carrello e i bagagli
tutti quanti già su,
a vedere Linate diventare Pavia
oh, che tempo, che tempo, dai che andiamo via
oh, che tempo, che tempo, dai che andiamo via.

Tenuto conto
che la terra non finisce mai
troppo lontano,
specialmente per chi se la calcola da lassù,
i profumi di Grecia non toccano
queste altezze padane
mentre i cieli di Rimini arrivano bene da giu.

Solo l’Africa, qualche volta,
restituisce il sapore
dell’andare via,
ma di tempo per soddisfarsi
mica sempre ce n’è
per chi vede ogni volta Linate
che diventa Pavia
e sa bene che il tempo cambia andando via
e sa bene che il tempo cambia andando via. 

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una notte in italia

maggio 12, 2013 at 19:39 (songs)

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out of time

maggio 11, 2013 at 00:30 (songs)

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raggio di sole

maggio 10, 2013 at 13:40 (songs)

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once upon a time in america restaurato

maggio 8, 2013 at 23:16 (film)

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c’era una volta in america è un capolavoro assoluto: perfetto nella sua lunghezza. La cineteca di bologna e  la famiglia leone hanno deciso di recuperare e reinserire i 26 minuti di pellicola tagliati. A vedere queste scene reinserite, non si capisce il motivo dell’operazione. Le scene tagliate/reinserite tolgono essenzialità al racconto, diluiscono il ritmo delle storie che si intrecciano nell’arco degli anni raccontati da leone.

Il sito del restauro

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