genova per noi

novembre 24, 2013 at 23:25 (luoghi, musica)

I. Con quella faccia un po’ così quell’espressione un po’così che abbiamo noi prima andare a Genova che ben sicuri mai non siamo che quel posto dove andiamo non c’inghiotte e non torniamo più.

II. Eppur parenti siamo in po’ di quella gente che c’è lì che in fondo in fondo è come noi selvatica ma che paura che ci fa quel mare scuro che si muove anche di notte e non sta fermo mai. Genova per noi che stiamo in fondo alla campagna e abbiamo il sole in piazza rare volte e il resto è pioggia che ci bagna. Genova, dicevo, è un’idea come un’altra Ah… la la la la

III. Ma quella faccia un po’così quell’espressione un po’così che abbiamo noi mentre guardiamo Genova ed ogni volta l’annusiamo e circospetti ci muoviamo un po’randagi ci sentiamo noi. Macaia, scimmia di luce e di follia, foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia. E intanto nell’ombra dei loro armadi tengono lini e vecchie lavande lasciaci tornare ai nostri temporali Genova ha i giorni tutti uguali. In un’immobile campagna con la pioggia che ci bagna e i gamberoni rossi sono un sogno e il sole è un lampo giallo al parabrise. Ma quella faccia un po’ così quell’espressione un po’così che abbiamo noi che abbiamo visto Genova…

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le pietre d’inciampo al pigneto

novembre 18, 2013 at 22:38 (storia)

wikipedia

Le pietre d’inciampo (ted. Stolpersteine) sono una iniziativa dell’artista tedesco gunter demnig in memoria di cittadini deportati  nei campi di sterminio nazisti, aperta in diversi paesi europei, a partire dal 1995.

Materialmente, la memoria consiste in una piccola targa d’ottone della dimensione di un sampietrino (10 x 10 cm.), posta davanti alla porta della casa in cui abitò il deportato, sulla quale sono incisi il nome della persona deportata, l’anno di nascita, la data e il luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta, per ricordare chi si voleva ridurre soltanto a un numero. Un inciampo non fisico, dunque, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino.

su Wikipedia il resto

images

Queste le tappe al Pigneto del progetto Stolperstein

  1. La casa di Antonio Atzori a via Ascoli Piceno, 18
  2. La casa di Angelo Galafati a via Fortebraccio, 25
  3. La casa di Ferdinando Persiani a via Ettore Giovenale, 35
  4. La casa di Fernando Nuccitelli a via Romanello da Forlì, 34
  5. Il luogo in cui lavorò Tigrino Sabatini, la fabbrica della SNIA Viscosa. La fabbrica è stata  dismessa negli anni Cinquanta e la targa-ricordo è nell´area che è stata trasformata in parco,    il Parco delle Energie, a via Prenestina, 175

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ny e due bellissimi

novembre 17, 2013 at 16:32 (attori/attrici)

 

dolce & gabbana è soltanto un pretesto

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jaula de oro

novembre 12, 2013 at 15:32 (film)

diego quemada-diez, 2013

Treni, treni, sempre treni che avanzano lentamente nelle terre aride del centro america e uomini e donne che viaggiano  sopra il tetto o sulle rotaie, per trovare la strada verso la california.

E  frontiere impenetrabili, difese non soltanto dalla polizia dell’altro paese ma dai criminali che si pongono sulla strada dei disperati e li sfruttano nei modi più violenti e crudeli.

Questo è il viaggio di tre ragazzi del guatemala e di un giovane  indio che si unisce a loro, insegnando,  a uno di  loro in particolare, il valore semplice e profondo della solidarietà.

imm

 

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una piccola impresa meridionale

novembre 12, 2013 at 15:16 (film)

rocco papaleo, 2013

imm

Una storia divertente e intelligente,  battute e conversazioni in demenzial- pugliese, una recitazione di altissimo livello: papaleo, scamarcio, bobulova, cosenza e la grande giuliana lojodice.

Un faro dismesso illumina un mare e una costa da togliere il respiro; il posto si scopre soltanto con i titoli di coda ed è una sorpresa, visto il dialetto in cui si esprimono i protagonisti.  E il faro  illumina anche  tutti i personaggi che,  arrivati lì per sottrarsi alla “luce” del paese e del conformismo,  si scoprono diversi, si conoscono e si accettano.

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