tavola periodica degli elementi interattiva

luglio 3, 2013 at 09:15 (scienza)

la tavola periodica su repubblica.it   

Una tavola periodica interattiva per scoprire tutto quello che c’è da sapere su ogni singolo elemento e anche qualche curiosità in più

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homo sapiens, palazzo esposizioni, roma

aprile 9, 2012 at 00:35 (scienza)

dal sito di Homo sapiens

 La grande storia della diversità umana è una mostra internazionale, interamente concepita in Italia, dedicata all’ambizioso progetto di ricerca interdisciplinare fondato, fra gli altri, dal genetista italiano, ora professore emerito alla Stanford University, Luigi Luca Cavalli Sforza, che per decenni ha sondato i recessi più nascosti della storia profonda della diversità umana, unendo molecole, fossili, culture e lingue in una cornice globale coerente di prove. Oggi per la prima volta un gruppo internazionale di scienziati ha cominciato a collegare i percorsi di un’antica storia che ha condotto la nostra specie a uscire meno di 200 mila anni fa da una piccola valle africana per colonizzare regione dopo regione l’intero pianeta e a diffondersi formando una grande varietà di popolazioni e di culture diverse.

i percorsi della mostra

 MAL D’AFRICA
Strani primati di grossa taglia fuoriescono dall’Africa e colonizzano il Vecchio Mondo; è’ l’inizio del genere Homo, poco meno di due milioni di anni fa. Tratto distintivo di questa nuova forma di ominidi è la locomozione bipede completa. Reperti provenienti da siti africani e dai primi insediamenti esterni a questo continente racconteranno le prime ondate migratorie “Out of Africa”.

LA SOLITUDINE è UN’INVENZIONE RECENTE
Quando la nostra specie Homo sapiens nasce in Africa, probabilmente fra 180mila e 200mila anni fa, e decide poi di spostarsi, entra in contatto con un mondo affollato di specie del genere Homo fuoriuscite dall’Africa precedentemente. Dalla nostra convivenza con il “cugino” Neanderthal, alla vicenda del piccolo Uomo di Flores e del misterioso Uomo di Denisova (Siberia): per la maggior parte della nostra storia non siamo stati soli su questo pianeta.

I GENI, I POPOLI, LE LINGUE
Intorno a 40.000 anni fa, la “Rivoluzione Paleolitica”: arte, sepolture rituali, nuova tecnologia, cottura dei cibi… un sapiens cognitivamente diverso. Nello stesso momento, due grandi epopee ci parlano della colonizzazione dei nuovi mondi australiano e americano. Grazie alle interazioni fra prove convergenti provenienti da discipline diverse – come la genetica di popolazioni, l’archeologia e la linguistica – è possibile ricostruire l’albero genealogico delle diversificazioni dei popoli sulla Terra e la trama delle ramificazioni che hanno portato la specie umana a diffondersi in tutto il globo.

TRACCE DI MONDI PERDUTI
La domesticazione di piante e animali permise all’uomo di stanziarsi e la popolazione umana inizia a crescere a ritmi mai visti, innescando nuove espansioni, migrazioni, ibridazioni e nuovi conflitti, e provocando un impatto spesso irreversibile sugli ambienti colonizzati. Gli spostamenti di popoli sono stati e continuano a essere il motore principale dei cambiamenti nel mosaico della diversità biologica e culturale umana.

ITALIA, L’UNITÀ NELLA DIVERSITÀ
In questa sezione speciale l’Italia è vista come un caso esemplare e come un territorio arricchito allo stesso tempo dalla sua diversità biologica e culturale: due forme di evoluzione intrecciate, fra geni, popoli e lingue. Questo è il risultato storico di incessanti processi di migrazione che però non hanno impedito il formarsi di un’unità culturale, illustrata dalla nascita della lingua italiana molto prima che l’Italia diventasse una nazione.

A proposito dell’italia come luogo di transito delle grandi migrazioni, la mostra cita il mosaico della cattedrale di otranto, realizzato tra il 1163 e il 1165 dal monaco Pantaleone,  in cui è rappresentato l’albero della vita, insieme a figure di culture e religioni diverse.

  
TUTTI PARENTI, TUTTI DIFFERENTI: LE RADICI INTRECCIATE DELLA CIVILTÀ

Se l’origine di Homo sapiens è così recente, unica e africana, e se poi la nostra giovane specie è stata così mobile e promiscua, significa che è altamente improbabile che vi sia stato il tempo e il modo di dividere le popolazioni umane in “razze” geneticamente distinte. Il messaggio duplice di questa storia è la forte unità biologica e al contempo la straordinaria diversità culturale interna della specie umana. Le “civiltà” in questo scenario assomigliano a organismi in evoluzione, ricchi di differenze interne e interdipendenti l’uno rispetto all’altro sia nel tempo sia nello spazio. Le radici di questi sistemi plastici di culture sono tutte intrecciate fra loro.

un’installazione/gioco – parente di una banana –  permette di cogliere la distanza genetica che separa specie animali e vegetali e una mappa dell’evoluzione umana ripercorre su un planisfero, con una grafica semplice ed efficace,  la nostra storia evolutiva.

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dati

febbraio 17, 2011 at 20:45 (scienza)

 due ricercatori dell’università della california del sud, martin hilbert e priscilla lopez, hanno censito tutte le sorgenti da cui provengono le informazioni – libri, computer, telegiornali, telefonate, film, foto, videogiochi – e hanno pubblicato i risultati del loro lavoro su science

altre informazioni su zeus news e su repubblica.it

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lectio magistralis di massimo livi bacci

gennaio 23, 2011 at 00:20 (scienza)

Non soltanto i dati statistici – i numeri – per capire come/perché si muovono le popolazioni,  da quali ragioni sono spinte quando si sono spostate/si spostano  attraverso i continenti .  Ma una lettura dei numeri e dei fenomeni che tenga conto delle loro connessioni e  interdipendenze;  un’analisi delle cause e degli  effetti condotta  con gli strumenti e le lenti propri di tutte le discipline, senza circoscrivere o delimitare  il lavoro di esplorazione del fenomeno.

Questa la qualità dei numeri sottolineata da livi bacci nella sua lectio magistralis. Un approccio ai problemi che – se adottato nelle scuole o nei momenti di dibattito o discussione pubblici – toglierebbe spazio ai pregiudizi e contribuirebbe alla conoscenza dei fenomeni in maniera corretta.

Soprattutto, visto che il festival 2011 parla di fine del mondo – istruzioni per l’uso, il metodo di livi bacci permette di contrastare, con le armi della ragione,   una lettura acritica dei numeri dai quali si pretenderebbe di dedurre l’ineluttabilità della fine del mondo o di eventi catastrofici legati all’ambiente e al numero della popolazione sul pianeta.  Come è scritto nell’introduzione alla lectio magistralis  “non esiste un meccanismo di regolazione automatica tra il livello delle risorse e quello della popolazione”.

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il mantello e l’invisibilità

novembre 5, 2010 at 16:14 (film, scienza)

sulla stampa di oggi  il mantello che può rendere invisibili, come harry potter

come l’anello del signore degli anelli

 come il piccolo principe

come l’uomo invisibile

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un algoritmo per dire le bugie

settembre 15, 2010 at 10:46 (libri, scienza)

da repubblica online

[…] Nell’esperimento sono state coinvolte due macchine: una con il ruolo di fuggitivo, l’altra con quello di inseguitore. Il robot-fuggiasco doveva scegliere tra tre possibili nascondigli, ognuno dei quali preceduto da un paletto il cui rovesciamento sarebbe stato un chiaro indizio del suo passaggio. Grazie all’algoritmo, la macchina si è dimostrata in grado di mentire facendo cadere uno degli ostacoli, per poi dirigersi verso un altro nascondiglio. […]

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hologram, princess leia

giugno 5, 2010 at 07:59 (film, scienza)

nel giono in cui google celebra i 110 anni dalla nascita di dennis gabor, fisico ungherese

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il dna

maggio 23, 2010 at 17:42 (scienza)

mentre in polonia il dna permette di riconoscere i resti di copernico, nei laboratori di rockville craig venter lo usa come un sistema operativo.


questa immagine si trova all’indirizzo astrocultura.uai.it/…/uai/1-copernico.htm

Niccolò Copernico, l’astronomo polacco che nel XVI secolo ebbe il coraggio di sfidare la Chiesa sul dogma della centralità della Terra – e quindi dell’Uomo – nell’universo, è stato sepolto oggi tra grandi onori nella cattedrale di Frombork, a nord della Polonia, dove per secoli le sue spoglie hanno giaciuto nell’anonimato. Se le autorità vaticane avevano già riabilitato l’opera di Copernico, come avvenuto per quella del nostro Galileo, la sepoltura dignitosa dei resti dell’eretico studioso dei cieli si deve alla riuscita collaborazione tra la volontà ecclesiastica e l’azione della sua compagna di una vita: la scienza.

La chiave di volta della vicenda, ancora una volta, è racchiusa in una sigla di tre lettere: dna. Copernico fu sepolto nella cattedrale di Frombork nel 1543, in una tomba priva di un nome o di un qualsiasi segno che potesse segnalare dietro la pietra le spoglie del padre dell’Eliocentrismo, il sole al centro del sistema solare e della vita.

repubblica online

le scienze

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i misteri di murdoch

settembre 6, 2009 at 00:12 (film, scienza)

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la serie tv canadese, basata sui racconti gialli di maureen jennings, mostra le prime investigazioni condotte avvalendosi delle impronte digitali e dell’analisi del sangue.

L’episodio di sabato 5 settembre ha citato, nell’arco di 10 minuti, il rasoio di occam e i numeri di fibonacci.

dal 1998, sulla mole antonelliana, che ospita il museo nazionale del cinema, i numeri di fibonacci si possono vedere nell’installazione di mario merz.
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e si vedono anche un un bel film del 2004, dopo mezzanotte, regia di davide ferrario, con giorgio pasotti e francesca inaudi.

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darwin 1809 – 2009, roma – palazzo delle esposizioni

aprile 13, 2009 at 18:03 (scienza)

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certi libri, quelli che cambiano il nostro modo di guardare il mondo, incrociano continuamente la nostra strada. E una delle storie meravigliose, raccontate in Arte e rivoluzione industriale, un libro dove le scoperte scientifiche, i canali, i ponti, le prime ferrovie, le poesie si incrociano a ogni pagina, l’ho trovata sui pannelli della mostra su darwin. Dopo il viaggio del beagle
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che taglia l’equatore, attraversa lo stretto di magellano, la terra del fuoco, le galapagos, incontriamo il nonno di charles, erasmus darwin, scienziato, poeta, capo della lunar society, membro della royal society, fondatore della lichfield botanic society e della derby society; erasmus era amico di josiah wedgwood (1730-95), il fondatore delle ceramiche wedgwood, geniale pioniere della rivoluzione industriale; promosse la costruzione di canali e acquedotti e si avvalse anche della collaborazione di erasmus che, per la sua fabbrica a burslem, disegnò una macina per tritare la selce.
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Il padre di charles sposò susanna wedgwood, figlia di josiah wedgwood.
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