welcome
2009, philippe lioret
Non sempre un film trova l’equilibrio tra la vicenda personale del protagonista e le vicende drammatiche degli altri. Qui, gli altri sono un ragazzo curdo, bilal, che è arrivato a calais dopo aver attraversato asia ed europa – impiegando mesi – per raggiungere la ragazza che ama a londra. Il protagonista è in crisi sentimentale (il regista, con leggerezza, accenna soltanto) e si lascia coinvolgere totalmente dal ragazzo e, nel tentativo di aiutarlo, scopre la ferocia del suo paese e della vicinissima inghilterra – soltanto un braccio di mare li divide -, scopre la ferocia di leggi che gli impediscono di aiutare chi ha bisogno di aiuto. E il punto di equilibrio, carico di dolore, arriva quando il protagonista – rivolgendosi alla donna che ama – dice: “bilal è disposto ad attraversare la manica a nuoto per la donna che ama. Io non sono stato capace neache di attraversare la strada per fermarti.”
questa è l’acqua
1984-2005, david foster wallace

sono racconti – scritti tra il 1984 e il 2005 – eppure i personaggi e le loro storie sono densi, completi come un romanzo; sono drammatici, parlano di argomenti dolorosi. Eppure, nonostante i temi dolorosi di cui parla, la sua scrittura ti strappa al dolore che racconta e ti lascia senza parole.
